11 Marzo 2016

E parte il processo agli ex vertici

E parte il processo agli ex vertici

BRUNELLA BOLLOLI ROMA Di fronte al palazzo della procura di Arezzo hanno srotolato uno striscione: «Con l’ arbitrato processate gli onesti» e «lascerete impuniti i disonesti». I risparmiatori vittime del decreto salva-banche sono andati con i cartelli a chiedere giustizia, «ma giustizia vera e i responsabili in galera», ha gridato Letizia Giorgiani, presidente dell’ associazione dei consumatori truffati, furibonda come gli altri «rimasti con un pugno di mosche» a causa del decreto del governo. Slogan, proteste, rabbia mentre in tribunale si apriva la prima udienza davanti al gup, Anna Maria Lo Prete, del procedimento per ostacolo alla vigilanza. Imputati: l’ ex presidente di Banca Etruria, Giuseppe Fornasari, l’ ex dg, Luca Bronchi, e l’ ex direttore centrale David Canestri. I tre sono accusati in quella che viene definita «l’ inchiesta madre» sull’ istituto di cui è stato vicepresidente anche Pierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme. Un’ indagine avviata dal procuratore Roberto Rossi alla fine del 2013 dopo la relazione degli ispettori di Bankitalia che segnalavano criticità passibili di rilevanza penale nel bilancio 2012. «Tre nullatenenti», hanno protestato i consumatori, tenuti a bada dai carabinieri: non tutti hanno deciso di costituirsi parte civile perché «dalle visure catastali, camerali e storiche che abbiamo fatto risulta che la quasi totalità degli ex vertici sono nullatenenti. Non hanno quasi più niente intestato a loro». Tradotto: non potrebbero risarcire nessuno. Tra le visure mostrate ai cronisti, quelle relative a papà Boschi (non indagato), a cui non risulterebbe intestato alcun fabbricato: «Solo un orto», ha detto Giorgiani. E per il senatore di Fi, Maurizio Gasparri, che attacca Renzi, «magari non saranno scheletri nell’ armadio, ma la puzza di bruciato è forte». Ha chiesto invece di essere ammessa come parte civile Confconsumatori che, insieme a un proprio associato titolare di obbligazioni subordinate e un associato titolare di azioni, ha avanzato richiesta tramite gli avvocati Marco Festelli e Mario Marengo. «Il giudice Lo Prete si discosti dalla giurisprudenza prevalente che vede riconoscere solo la Banca d’ Italia come parte civile», hanno detto i legali, che giudicano «sorprendente l’ opposizione dell’ avvocato interno di Bankitalia che avrebbe invitato il gup a escludere le altre parti e a considerare solo Palazzo Koch quale ente danneggiato». Una bagarre tra i soggetti penalizzati dalla cattiva gestione dell’ istituto di Arezzo in parte risolta dal procuratore capo Rossi che ha invece auspicato l’ accettazione di tutte le richieste. Tra Codacons, Confconsumatori, Bankitalia e singoli risparmiatori sono in totale 74 le richieste presentate di costituzione di parte civile. E potrebbero anche lievitare. Il gup ha quindi rinviato al 13 aprile l’ udienza preliminare e c’ è attesa per gli altri filoni dell’ inchiesta sulla bancarotta di Banca Etruria. riproduzione riservata Risparmiatori in piazza davanti al tribunale Presentate più di settanta richieste di costituzione di parte civile. Ma Bankitalia si opponeE parte il processo agli ex vertici.

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