10 Aprile 2002

E ora la giustizia… costerà di più

il caso

La Federconsumatori di Basilicata impugna il decreto legge sul cosiddetto contributo unificato

E ora la giustizia… costerà di più

Per una causa l`aggravio può arrivare anche al 733 per cento




Potenza. Faccio causa, ma quanto mi costa? Per gli utenti della giustizia è in arrivo una vera e propria stangata, un rincaro dei costi che nasce dalla volontà di «stoppare» il ricorso «facile» ai tribunali. Il decreto legge 28/2002 che disciplina il pagamento del «Contributo unificato di iscrizione a ruolo» è entrato nel mirino dell`intesa delle associazioni dei consumatori. Tale decreto, infatti, prevede, tra le altre cose, l`obbligatorietà del pagamento del contributo unificato per le cause iscritte a ruolo prima del 1° marzo 2002. Ciò significa che il contributo unificato deve essere obbligatoriamente versato anche per le cause pendenti al 28 febbraio. Tale disposizione, secondo le associazioni dei consumatori, danneggia non poco gli utenti della giustizia italiana. Su tutto pesano le gravi carenze del nostro sistema giudiziario che, come noto, provocano ritardi nella soluzione delle cause, con le controversie che vengono protratte per anni e anni.
Con tale decreto, dunque, le conseguenze dei ritardi della giustizia vengono ingiustamente addossate ai cittadini.
Adusbef, Federconsumatori e Codacons si oppongono con fermezza al «dl», annunciando l`impugnazione dello stesso al Tar, affinché venga eliminata l`obbligatorietà del pagamento del contributo unificato sulle cause pendenti che, ovviamente, non dipendono dai cittadini.

Sul tema interviene la Federconsumatori di Basilicata che spiega come «attraverso l`introduzione di un pagamento unificato di iscrizione a ruolo scompaia l`utilizzo delle marche da bollo (ad eccezione del processo tributario). In particolare, le parti dovranno corrispondere un contributo rapportato al valore della domanda, ridotto secondo gli scaglioni di riferimento. In concreto, tutto va fatto su carta semplice. Ma veniamo ad alcuni esempi pratici: una causa ordinaria con un valore da 25.822 euro a 51.645 euro (da 50 a 100 milioni) se precedentemente gravava sul cittadino-utente nella misura di 268mila lire, con l`introduzione del nuovo sistema di contributo unificato dovrà pagare 320,20 euro (620mila lire) con un incremento precentuale pari al 132 per cento. Per una causa da 258,228 euro (500 milioni) a 516,456 euro (un miliardo) l`incremento calcolato è del 393 per cento, fino ad arrivare ad un aumento del 733 per cento in altri casi differenti e più complessi. L`aumento della spesa è sicuramente rilevante. «Tali valori – spiega il coordinatore legale della Federconsumatori Basilicata, Giuseppe Giacomino – appaiono a prima vista come poco frequenti in realtà economicamente fragili come la nostra, ma a pensarci bene, non è poi così difficile raggiungere tali importi nei giudizi aventi ad oggetto successioni, divisioni ereditarie. Purtroppo nel nostro Paese – aggiunge Giacomino – si ignora che pochi fanno cause, per mero divertimento: tutti ricorrono alla giustizia quando non se ne può fare a meno. Ottenere giustizia comporterà sicuramente costi maggiori, pur tuttavia con le disfunzioni e i tempi lunghi di sempre. La Federconsumatori, unitamente ad altre associazioni di tutela dei consumatori ed utenti, ha già annunciato l`impugnativa al Tar, nonché altre forme di informazione e sensibilizzazione, giacché il diritto di far valere i propri diritti non può essere condizionato da motivazioni di bilancio. Ben altre – conclude l`avvocato Giacomino – sono le riforme di cui ha bisogno la giustizia».

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