11 Dicembre 2007

E ora la battaglia dei Tir

Secondo quanto riportano in queste ore le cronache, in alcuni punti cruciali della viabilità italiana lo sciopero dei camionisti starebbe creando situazioni critiche, anche perché la protesta sta andando in scena sulle maggiori autostrade e ad alcuni imbarchi di traghetti. La questione sul tavolo è il congelamento della riforma dell`autotrasporto, secondo quanto dice Angelo Punzi, segretario della Fai – Conftrasporto di Roma, che aggiunge: “L`Osservatorio sui prezzi non è stato mai messo in discussione, come tutti quei costi di questa categoria che non vengono assolutamente supportati come è avvenuto fino all`anno scorso o con l`altro governo. Tutto ciò – ha concluso – ha portato ad un impoverimento della categoria, basta pensare all`incremento del 20% dei costi derivato dall`aumento del gasolio“. Oltre ai prezzi del gasolio, i camionisti vogliono affrontare il tema dei pedaggi sempre più cari, la questione salariale, un controllo degli eccessivi carichi di lavoro che si fanno sentire sulle ore di guida, la lotta agli abusivi che operano nel settore. Secondo quanto riferiscono le organizzazioni di categoria, il fermo completo dei servizi di trasporto merci scattato alla mezzanotte di oggi ha raggiunto percentuali del 90% in tutto il Paese e proseguirà come previsto se non verranno emessi i provvedimenti richiesti. All`attacco anche Pasquale Russo, segretario nazionale Conftrasporto: “Il ministro Bianchi ha dimostrato ancora una volta di non conoscere il settore dell`autotrasporto. Le aziende ferme sono più di 130mila, evidentemente a differenza di quanto pensava il ministro non è solo una minoranza della categoria a contestare le sue scelte. A questo punto – conclude Russo – ci aspettiamo che il Governo prenda atto della reale situazione di difficoltà in cui versa il settore e fornisca risposte adeguate alla categoria“. Ma le cose non sono per niente così semplici. Innanzitutto alcuni fanno notare che non si capisce come mai i camionisti possano bloccare il traffico del paese mentre, per molto meno, i lavoratori dipendenti dei mezzi pubblici locali o nazionali si trovano a essere costretti a lavorare per non violare le norme di garanzia. Così il presidente della commissione di garanzia sugli scioperi, Antonio Martone, sottolinea che in relazione all`astensione collettiva dei Tir e ai disagi che sta determinando sulla circolazione stradale, “con grave lesione del diritto dei cittadini alla libertà di circolazione“, ha segnalato ai ministri dell`Interno e dei Trasporti che, in base al codice di autoregolamentazione dichiarato idoneo dalla commissione, “non si possono effettuare blocchi stradali o adottare altre iniziative vietate dal codice della strada“. E infatti l`associazione dei consumatori Codacons avverte che i camionisti che bloccano la circolazione, “vanno immediatamente identificati dalle forze dell`ordine e le Procure devono indagarli per interruzione di pubblico servizio. Non è possibile che ogni categoria, per quanto danneggiata, cerchi di ottenere benefici con prove di forza e blocchi illegali della circolazione. Il Governo non deve aprire nessun tavolo di confronto fino a che ci saranno illegalità, che vanno invece perseguite a termini di legge“. Lo sciopero, dice ancora il Codacons, sta già portando con sé “enormi disagi alle aziende, all`economia e purtroppo anche ai comuni cittadini, soprattutto in Sicilia“. L`accesso ai traghetti è infatti impedito da un presidio di autotrasportatori anche alla gente comune e gli stessi Tir bloccano la strada ai trasportatori che non aderiscono allo sciopero, impedendo così loro di arrivare all`imbarco. L`agitazione sembra andrà avanti, secondo quanto proclamato dalle associazioni di categoria, fino a venerdì prossimo, mentre la commissione di garanzia degli scioperi inizia a ventilare la possibilità di pesanti sanzioni.

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