E oggi incrociano le braccia i medici, disagi negli ospedali
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fonte:
- Il Mattino
Le date verranno definite la prossima settimana ma la decisione ormai è presa. E stavolta, a quanto pare, non ci saranno ripensamenti. Entro fine maggio sarà di nuovo serrata dei benzinai contro il ddl Bersani sulle liberalizzazioni. Unitario lo sciopero annunciato ieri dai tre sindacati di categoria (Faib Anisa-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc Anisa Confcommercio) al termine di una nuova, infruttuosa riunione al ministero per lo Sviluppo economico. E oggi, sempre in tema di scioperi, incrociano le braccia i medici del Servizio sanitario nazionale in lotta per il rinnovo del contratto e per la stabilizzazione dei 12 mila precari. Disagi in vista negli ospedali dove saranno garantite le sole urgenze. E difficoltà si annunciano per gli automobilisti dopo la rottura delle trattative tra governo e gestori degli impianti di carburante. Questi ultimi protestano soprattutto contro le norme che a loro giudizio aprono alla grande distribuzione, come quelle relative alle distanze minime tra le pompe. “Ogni proposta, ogni tentativo di avvicinare le posizioni – si legge in una nota – si è scontrato con un`intransigente chiusura e una indisponibilità che hanno vanificato mesi di lavoro“. I gestori puntano ancora una volta l`indice contro il ministro Bersani e il governo ma anche contro il coordinamento tecnico delle Regioni, accusato di avere posto veti “inaspettati“. Bersani tiene duro, difendendo il senso e gli obiettivi del decreto legge. “La norma è in Parlamento che è in condizione di valutare. Abbiamo dimostrato disponibilità a considerare emendamenti che annullino il timore di desertificazione dell`offerta e di dequalificazione del settore“, spiega, confermando di essere sempre pronto a riprendere il dialogo. Ma quest`apertura, aggiunge il ministro, non significa rimettere in discussione il principio di fondo del provvedimento che “resta saldo“ e che ruota proprio sul concetto dell`abolizione delle distanze minime. Insomma, indietro non si torna. E su questo punto il ministro incassa il già anticipato sostegno delle associazioni dei consumatori che proprio in questi giorni avevano duramente polemizzato con i gestori per gli aumenti di carburante scattati con il ponte dell`1 maggio (un litro di verde negli impianti Erg da ieri è arrivato a 1,33 euro ma in molti distributori la benzina si paga anche 1,36 euro per via degli aggravi previsti in alcune zone disagiate del Paese). “Lo sciopero annunciato dai gestori di benzina è l`ennesima dimostrazione di come sia indispensabile e urgente l`installazione di pompe di carburante all`interno della grande distribuzione“ commenta il Codacons. Secondo l`associazione il governo non deve cedere alle pressioni di questa categoria “entrata nelle antipatie dei consumatori a causa di comportamenti sbagliati tesi a contrastare qualsiasi forma di concorrenza“. Di sciopero i benzinai avevano parlato per la prima volta a fine gennaio 2007, subito dopo l`approvazione in Consiglio dei ministri del pacchetto liberalizzazioni. Quattordici i giorni di chiusura degli impianti annunciati ma solo due finora quelli effettivamente attuati, il 7 e 8 febbraio. Altri quattro, già calendarizzati tra il 27 febbraio e il 2 marzo, vennero sospesi dopo l`apertura di un tavolo di negoziazione al ministero nel tentativo di definire un “percorso condiviso“ con i gestori. Il Garante sugli scioperi, però, aveva dichiarato il nuovo stop “irregolare“ perché l`iniziativa avrebbe violato “sia il limite di durata massima (72 ore) sia l`intervallo minimo tra l`effettuazione di un`astensione collettiva e la proclamazione della successiva“.
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