E nei primi otto mesi del 2013 crolla il gettito dell’ Iva: -5,2%
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fonte:
- Il Tempo
M Una notizia forse attesa, ma che arriva nel momento peggiore. Non tanto e non solo perché testimonia che la crisi è tutt’ altro che superata. Ma perché evidenzia un trend poco incoraggiante per il futuro. Soprattutto allaluce dell’ aumento appena scattato dell’ Iva. Infatti i dati diffusi dal ministero dell’ Economia relativi ai primo otto mesi del 2013, parlano di un vero e proprio crollo dell’ imposta sui consumi: -5,2%. E pure il complesso dell’ entrate fa registrare un impercettibile calo dello 0,3%. Insomma c’ è poco da festeggiare. Anche se i risultati della lotta all’ evasione, +2,3%, sono comunque incoraggianti. Proprio i risultati della lotta all’ evasione fiscale, secondo il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, «dimostrano come sia possibile attuare una politica che da un lato ripristini l’ equità fiscale e dall’ altro recuperi risorse preziose da destinare contestualmente alla riduzione delle tasse». Ma ovviamente l’ attenzione di associazioni di categoria e dei consumatori si focalizza sul dato che riguarda il gettito Iva. «È la dimostrazione – sottolinea il Codacons-, una volta per tutte, che la stima di gettito fatta dal governo, secondo il quale grazie all’ aliquota Iva al 22% si incasserà 1 miliardo in più nel2013 e 4 nel2014, è una favoletta raccontata agli italiani e, soprattutto, all’ Europa». «Adusbef e Federconsumatori – rivendicano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – sono state facili profeti quando avevano pronosticato il crollo dell’ Iva che potrebbe diventare un tracollo tra i 5,5 ed i 6 miliardi di euro a fine anno, se il governo non revoca l’ aumento dell’ imposta dal 21 al 22%». I dati del Mef descrivono infatti un andamento delle entrate che fotografa gli effetti chiari di una crisi dei consumi. Le imposte dirette registrano un aumento complessivo del 2,4% (+3.467 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Il gettito Irpef si riduce dello 0,7% (-753 milioni di euro) per effetto dell’ andamento negativo dei versamenti in autoliquidazione (-14,2%), delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente del settore privato (-0,9%) e dellaritenute sui redditi di lavoro autonomo (-5,8%). Risultano in crescita, invece, le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+3,2%). L’ Ires presenta una crescita del 7,5% (+1.317 milioni di euro). In callo del 3,4% (-4.189 milioni di euro) le imposte dirette. Tra quelle diverse dall’ Iva, si segnala la flessione registrata dal gettito dell’ imposta di fabbricazione sugli oli minerali (-3,2% pari a -489 milioni di euro) per effetto del calo dei consumi, e la riduzione del gettito dell’ imposta di consumo sul gas metano (-1,5%, pari a -37 milioni di euro). In flessione del 6,1% (-455 milioni di euro) le entrate dell’ imposta sul consumo dei tabacchi legata, in parte, al calo dei consumi determinato dalla diffusione delle sigarette elettroniche.
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