E l?inflazione rallenta la corsa: 2,7% a gennaio
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fonte:
- Il Messaggero
Consumatori e sindacati: non crediamo in questi dati. Billé lancia i mini-assegni da 1 euro
ROMA – A gennaio, dopo sette mesi di continui rialzi, la corsa dell?inflazione ha segnato la prima battuta d`arresto passando – stando ai dati delle città campione – dal 2,8 al 2,7% e forse al 2,6%. Questo vuol dire che i prezzi hanno continuato a correre (il rialzo mensile è dello 0,3%, non piccolo) ma a velocità leggermente più bassa rispetto ad un anno fa. Il raffreddamento si spiega soprattutto con il forte calo dei prezzi dei farmaci, ad un contenimento di quelli degli alimentari (fermi a Milano e Torino) ad un primo stop (dopo quasi tre anni) ai rincari generalizzati di alberghi e ristoranti. Tuttavia c?è poco da restare allegri. I rincari non sono mancati soprattutto sul versante delle benzine e dei servizi (luce, gas conto corrente postale).
«Alcuni degli aumenti di gennaio – osserva Giada Giani del centro studi di Banca Intesa – erano ampiamente attesi. Innanzitutto quello relativo a casa, acqua, energia e combustibili per effetto della fine del blocco delle tariffe e dello scaricarsi degli aumenti dei prezzi del petrolio su quelli energetici. Non a caso in media gli aumenti rilevati nelle città per questo capitolo si aggirano attorno all`1%».
Ciò che gli analisti sembravano non aspettarsi («è stata una forte sorpresa» dice Donato Berardi di Ref) è stato il consistente rallentamento dei prezzi di servizi sanitari e spese per la salute che, diminuiti di oltre l`1% in quasi tutte le città campione grazie soprattutto ad un ribasso dei listini delle medicine, sono riusciti a rosicchiare più o meno un decimo di punto all`indice complessivo. Secondo Berardi «al netto della componente energetica l`inflazione sta rallentando molto più di quanto ci si aspettasse, con una tendenza di fondo che ha iniziato a girare». Più disilluso sembra invece Stefano Fantacone del Cer secondo il quale il dato di gennaio «non sembra l`avvio del processo di rientro dell`inflazione: l`aumento mensile dei prezzi dello 0,3% è comunque ancora alto». Per i prossimi mesi intanto, le previsioni degli analisti sembrano convergere su un`inflazione in calo attorno al 2,4% a metà anno per poi attestarsi attorno al 2,2-2,1% a fine 2003. Il dato medio – quello che conta davvero per i salari – dovrebbe oscillare fra il 2,3 e il 2,5%, decisamente più in alto rispetto all?1,4% dell?inflazione programmata.
I primi dati di gennaio sui prezzi sono stati accolti negativamente dalle associazioni dei consumatori e dai sindacati. Sia le associazioni dei consumatori che fanno capo a Intesa che quella della Coalizione ribadiscono che gli aggiustamenti del paniere «non sono convincenti» e parlano di «contentino» per indicare la modifica del peso della Rc Auto. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, liquida il raffreddamento dell?inflazione con un secco «non è una cosa seria, verificheremo facendo la spesa».
i avviso opposto gli economisti. Tommaso Padoa Schioppa, fra i sei membri del Direttorio della Banca Centrale Europea ripete per l?ennesima volta che «delle rilevazioni Istat ci si deve fidare». Anche per il centro studi Isae nei prossimi mesi l?inflazione calerà gradualmente. E anche il ministro del Tesoro dei governi dell?Ulivo, Vincenzo Visco, ritiene logico che si verifichi un lieve calo dell?inflazione «se non altro poiché gli arrotondamenti una tantum da euro non si ripeteranno». Da segnalare, infine, la proposta del leader della Confcommercio, Sergio Billé, di distribuire dei mini assegni da 1 euro.
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