E le strade si riempiono di voragini Per auto e scooter è «incubo buche»
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fonte:
- Il Messaggero
IL VIAGGIO Qualche secondo di vantaggio, non di più. Il tempo utile, tuttavia, per evitare di finirci dentro con le ruote del motorino o con quelle dell’ auto. La pioggia battente, che da due giorni cade sulla Capitale, almeno un pregio l’ ha avuto: quello di portare alla luce, riempiendole d’ acqua fino all’ orlo, le migliaia di buche che costellano l’ asfalto delle strade romane. Un monito tanto puntuale quanto raccapricciante che comunque ha permesso – grazie a un semplice gioco di luci – di riflettere a distanza quelle piccole e grandi voragini che molto spesso sfuggono anche agli occhi dei guidatori più attenti. Del resto, ci vuole coraggio a guidare per le strade di Roma. E questo gli automobilisti e i centauri lo sanno. Dunque ringraziano. I CONTI Qualcuno per un giorno ha evitato di cadere o di rompere la frizione. Mentre la Capitale, tuttavia, ancora una volta, torna a fare i conti con i limiti della manutenzione stradale. Perché è così che va: al netto degli utili indiretti, basta un temporale e qualche raffica di vento per trasformare quella che di principio dovrebbe essere la linearità delle strade di una grande metropoli europea in sentieri di campagna. E non c’ è distinzione tra Centro e periferia. Tra grandi vie a lunga percorrenza, come la Tangenziale est o l’ Olimpica, o piccole strade di quartiere, da via Cernaia a via Chiana. Il difficile non è trovarle, le buche. Il difficile è credere che possano sparire. LA PERIFERIA Il viaggio parte dalla periferia. In via di Pietralata tra le curve e i dossi soltanto ieri mattina si contavano più di quaranta buche. Stesso scenario in via Tiburtina, poco metri dopo la caserma Ruffo. Alle fermate degli autobus i cittadini, diretti a Rebibbia, arretravano al passaggio delle auto, perché per quanto visibili, c’ era sempre qualche guidatore che una buca la prendeva in pieno, alzando piccole e grandi onde d’ acqua. In via Chiana, all’ angolo con via Panaro, bisognava invece rallentare a una velocità non superiore i 20 chilometri orari. Qui non c’ è scampo: le buche le prendi lo stesso anche se fai attenzione perché per circa sette metri l’ asfalto è totalmente frammentato, rialzato, con pezzi di bitume – grandi come filoncini di pane – che sostano agli angoli dei marciapiedi. A viale Tirreno, oltre alle voragini ci sono anche i tombini ostruiti che non fanno defluire le acque piovane e per attraversare la strada, bisogna saltare più che camminare. IL CENTRO In via Trionfale, poi, il diametro delle buche supera un metro in larghezza e almeno 40 centimetri in profondità. Non meno generose le performance dei fossi che svettano sull’ asfalto in viale delle Milizie, in viale del Vignola, in via Guido Reni, in via dei Gracchi, in via Alessandro Farnese e poi in viale della Moschea e ancora in via degli Orti della Farnesina, a Testaccio. Buche profonde che diventano voragini e che drammaticamente si palesano sempre al centro delle strade come in via Napoleone Colajanni dove una buca – larga 80 centimetri e profonda 20 – troneggia sulle strisce pedonali ormai cancellate. In via Ruggero Fauro, all’ angolo con l’ Olimpica, almeno una buca ieri era segnalata: un cartello e un sacchetto di bitume che però pare non abbia mai usato nessuno. Chissà da quanto tempo è lì. A conti fatti, trovare una sola strada di Roma con un asfalto liscio e pulito è impossibile. LE INCHIESTE La Procura ha aperto, lo scorso anno, un fascicolo d’ inchiesta, denunciando l’ anomalia sui lavori di manutenzione dell’ asfalto in nove dei quindici municipi della Capitale. Gli incidenti restano all’ ordine del giorno: più di 2mila quelli censiti nel 2015 dal Codacons in appena sei mesi e riconducibili ad anomalie del manto stradale. Lo scorso ottobre in Campidoglio, e di preciso al dipartimento Simu, controlli del Noe hanno portato a galla un giro di mazzette per 650 mila euro in relazione a 33 appalti per la manutenzione stradale del valore di 16 milioni di euro. Sette i funzionari pubblici arrestati e 18 quelli complessivamente indagati. Finora non è cambiato nulla, al contrario. Soltanto qualche giorno fa i riflettori sono tornati ad accendersi nel XIV municipio, dove un dipendente avrebbe intascato 5mila euro di tangenti per chiudere un occhio sui lavori per buche mai riparate e strade rifatte con meno asfalto. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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