E la corsa dell`energia porterà l`indice al 2,5% a fine anno
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Inflazione da caro petrolio
ROMA L`inflazione si infiamma di nuovo. Il caro petrolio mette le ali ai prezzi dei prodotti energetici e scuote l`indice Istat dei prezzi al consumo a gennaio, che riprende a salire: +0,2% congiunturale e +2,2% tendenziale contro il 2% di dicembre. Da notare che a gennaio è anche entrato in vigore il nuovo paniere, ma per gli esperti l`innovazione ha inciso in maniera molto marginale sull`andamento complessivo. L`accelerazione più forte, a gennaio, viene dal capitolo abitazioni, acque, elettricità e combustibili che cresce dello 0,9% mensile e del 5,8% su base annua. Ma entrando più nel dettaglio degli aumenti notiamo che sono soprattutto i prodotti energetici a fare da traino, con un aumento dell`1,2% congiunturale e del 10,6% tendenziale. Più in particolare l`energia elettrica sale dell`1,9% mensile e del 7,7% annuale, la benzina verde rispettivamente dell`1% e del 12,1%, il gasolio dell`1,5% e del 12,3%, i carburanti e i lubrificanti da trasporto dell`1,3% e del 12% e il gas naturale dello 0,8% e del 9,1%. In crescita il mese scorso anche i servizi (+0,7% mese e +1% annuo), la voce ricreazione, spettacoli e cultura, con un incremento dello 0,7% mensile e dell`1% annuo), bevande alcoliche e tabacchi (+0,4%, +3%), i servizi ricettivi e ristorazione (+0,7% su mese e +2,6% annuo) e il costo dell`istruzione (+0,1%, +2,9%). In calo o al palo risultano invece i trasporti (-0,3% mensile e +3,9% annuo), le comunicazioni (invariato a livello mensile e -3,7% annuo), i servizi sanitari e spese per la salute (rispettivamente a -0,8% e +0,9%), i mobili e articoli per la casa (invariato e +1,5%) e l`abbigliamento calzature (invariato e +1,3%). In prospettiva, gli esperti prevedono una nuova fiammata legata al caro petrolio a febbraio e marzo e, per fine anno, un`inflazione intorno al 2,5%. “Nel 2006 – spiega Donato Berardi, analista del Ref – c`è da attendersi un risveglio sul fronte della domanda e nuovi aumenti del petrolio“. Un quadro tutt`altro che roseo ma che, per l`Intesaconsumatori, è comunque scollato dalla realtà. L`Istat “continua a fotografare una realtà virtuale, che oramai non inganna più i consumatori italiani, i quali subiscono aumenti assai superiori rispetto a quelli prospettati dall`istituto di statistica“. Anche per il leader della Cisl, Savino Pezzotta, è necessaria una politica di “governace dei prezzi e delle tariffe“. “I costi della disfunzione del sistema ricadono sulle famiglie – ha proseguito – sui redditi da lavoro e soprattutto su quelli da pensione“. Infine Marco Venturi, presidente della Confesercenti, parla di “dato allarmante“. “Di fronte a questo scenario – ha concluso – chiediamo alle due coalizioni di assumere come impegno della prossima legislatura una adeguata politica energetica ed il taglio delle accise“.
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