8 Agosto 2009

“E’ la concorrenza che decide il prezzo del prodotto. Da noi la concorrenza c’è, ma con qualche sospetto di cartello”.

«È la concorrenza che decide il prezzo del prodotto. Da noi la concorrenza c’è, ma con qualche sospetto di cartello».

«È la concorrenza che decide il prezzo del prodotto. Da noi la concorrenza c’è, ma con qualche sospetto di cartello». Incassato il secco no delle compagnie petrolifere, che nell’incontro con il governo di giovedì hanno rifiutato qualsiasi ipotesi di ribasso del prezzo della benzina, il ministro dello Sviluppo economico passa all’attacco. E dai microfoni di «Radio anch’io» annuncia di aver dato mandato all’Antitrust e al Garante dei prezzi di compiere indagini per una corretta valutazione del costo dei carburanti. Pronta la replica dell’Unione petrolifera, che ricorda come le diverse indagini già condotte sia livello parlamentare che dall’Antitrust negli ultimi anni «escludano qualsiasi comportamento collusivo da parte delle aziende». Le compagnie sottolineano poi che le molte offerte promozionali lanciate dalle singole aziende «ben prima dell’esodo estivo» su tutta le rete ordinaria e autostradale, già oggi «consentono agli utenti risparmi fino a 10-11 centesimi di euro al litro». Il governo è convinto però che ci sia ancora spazio per ridurre il prezzo della benzina di due centesimi. Le compagnie non ne vogliono sapere e ribadiscono che i recenti aumenti, che hanno portato il costo della verde a sfiorare quota 1,35 euro al litro, sono giustificati dall’andamento delle quotazioni internazionali. E così l’invito ad abbassare i prezzi dei carburanti non trova grande riscontro. Sono soltanto due i movimenti al ribasso registrati ieri: Esso taglia il costo della verde di 5 millesimi, portandosi al livello più basso insieme ad Erg (1,334 euro al litro), mentre Shell abbassa i prezzi di benzina (-5 millesimi a 1,344 euro) e gasolio (-3 millesimi a 1,166 euro). E le associazioni dei consumatori parlano già di «schiaffo al governo» da parte dei petrolieri. Nel suo intervento radiofonico, Scajola sgombra il campo dall’idea che benzina e gasolio costino molto di più in Italia che nel resto d’Europa. «Abbiamo una tassazione sulla benzina che è al di sotto della media europea – spiega – con costo che oscilla tra lo 0,2 e lo 0,3% in più per i consumatori alla pompa». Colpa, aggiunge il ministro, anche della scarsa propensione degli italiani per il pieno fai-da-te. «Negli altri Paesi europei soltanto il 20% degli automobilisti si fa servire alla pompa – rivela Scajola – in Italia più del 70%». L’esponente dell’esecutivo invita i cittadini «a fare più attenzione alla cartellonistica, per vedere qual è la benzina più conveniente» e ricorda che, a partire da ferragosto, in base alla legge sullo sviluppo di recente approvazione, «c’è l’obbligo per tutte le pompe di benzina di dare comunicazione giornaliera dei prezzi».  Sul fronte delle associazioni dei consumatori, si segnala l’esposto del Codacons alla Procura di Roma, che fa seguito proprio alle accuse del ministro nei confronti delle compagnie. «Le affermazioni di Scajola – afferma il numero uno dell’associazione Carlo Rienzi, che spiega così le motivazioni del ricorso alla magistratura – o sono una calunnia a danno dei petrolieri o rappresentano la denuncia di un gravissimo reato a danno di milioni di cittadini».

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