E’ l’ Abruzzo la contea dell’ azzardo
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fonte:
- Finanza & mercati
I giochi daranno allo Stato nel 2010 una raccolta di circa 60 miliardi (dai 55 dello scorso anno) con un gettito di quasi nove miliardi di euro in un anno. Lo rivela la ricerca affidata a un pool di esperti del Codacons e l’ Aams (Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato) da cui emerge anche che l’ 80% degli adulti gioca sporadicamente, mentre il 30-35% lo fa con frequenza. E l’ Abruzzo è la regione che spende di più nel settore. Secondo i dati del 2008 elaborati dal Censis, gli abruzzesi hanno speso in media 1.098 euro pro capite seguiti dalla Basilicata (616 euro) e la Calabria (602 euro spesi). Senza contare il mercato illegale. Il mercato dei giochi è comunque in aumento complice anche l’ offerta che è ormai illimitata: se alla fine degli anni 90 c’ erano solo pochi giochi legalizzati (lotto, scommesse ippiche e concorsi a pronostici che raccoglievano l’ 85% del mercato) con appuntamenti settimanali, a partire dal 2000 nascono nuovi giochi allo scopo di contrastare il mercato illegale fino a raggiungere un’ offerta valida 24 ore su 24 (attraverso Gratta e Vinci e soprattutto i giochi online). Dunque, il mondo del gioco cambia e anche gli scommettitori che fanno precipitare gli incassi delle scommesse ippiche risultate in calo del 17,3% nel 2008, mentre raddoppiano quelle sportive (più 50% tra il 2007 e il 2008). Il gioco, emerge infine, non comporta soltanto introiti. I costi si pagano in termini sociali: una percentuale che va dallo 0,6 al 3% dei 35 milioni di italiani coinvolti nell’ industria del gioco è considerata patologica. «Si tratta di giocatori soggetti a ludopatia che – si legge nello studio presentato dal Codacons – sono più esposti al rischio tossicodipendenze e alcolismo, a episodi di violenza in famiglia e a scarso rendimento nello studio e sul lavoro».
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