21 Aprile 2020

È iniziata la caccia ai colpevoli

Sarebbe un esercizio interessante andarsi a vedere dichiarazioni e soprattutto post che tanti protagonisti delle polemiche di questi giorni a Brescia come a Milano o a Roma, hanno fatto tra la fine di gennaio e quella di febbraio alle prime avvisaglie dell’ epidemia per farsi un’ idea del loro spessore umano e politico. Certo allora era difficile prevedere le dimensioni di quello che poi è successo, ma proprio per questo ora sarebbe meglio tacere e abbassare i toni cercando di remare insieme nella stessa direzione anziché cercare di lucrare vantaggi per tutelare il proprio ruolo o la propria parte politica. Invece, come se nulla fosse, metabolizzato lo shock delle prime settimane di pandemia col suo conto pesantissimo di malati e di morti, adesso è partita la caccia ai colpevoli. Dopo averci detto per settimane, quasi a rassicurarci, che a morire erano soprattutto anziani con patologie pregresse, di colpo si è passati alla strage nelle case di riposo. Ecco così spuntare l’ ipotesi di reato di epidemia colposa. Finiscono sotto inchiesta le Rsa, poi magari verrà il turno degli ospedali. Chissà. Il Codacons con il tipico riflesso pavloviano che lo contraddistingue quando c’ è puzza di manette, ha presentato decine di esposti. Ben sei dei nove presentati a Brescia sui decessi nelle Rsa hanno la sua firma. Travolti dall’ emergenza, errori, anche gravi, saranno stati senz’ altro compiuti. Ed è giusto che la magistratura verifichi rapidamente eventuali responsabilità penali in Lombardia come in tutte le altre regioni coinvolte. In realtà però la vicenda delle case di riposo mette in evidenza tutte le difficoltà del sistema di assistenza e di cura degli anziani più fragili. La conquista di un’ esistenza più lunga non ha necessariamente reso più semplice l’ ultima fase della vita. La questione chiama in causa la struttura stessa della società (…)PAG 12.

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