22 Febbraio 2005

«E in estate arriveranno altri rincari. Poveri turisti»

PESCARA – Servizi, imposte locali, tasse regionali, assicurazioni, ristorazione o commercio. Tutti settori con le cifre all`insù dal 2001 al 2004. Cifre che valgono la maglia nera all`Abruzzo nell`aumento del costo della vita (8,1%). Un dato che non stupisce gli esperti impegnati, giorno dopo giorno, a monitorare l`andamento dei consumi. «Un problema culturale -lo definisce pessimisticamente Franco Venni, presidente dell`Arco, l`associazione che tutela i diritti dei consumatori- dovuto anche alla mancanza di controllo dall`alto. Senza prendere spunto dai generi alimentari, piuttosto stabili, ma guardando ai servizi, ai trasporti o al turismo, la filosofia è: rincaro ad ogni costo. Manca il controllo sulla concorrenza e sulle tariffe. Abbiamo già proposto alla Regione una legge per l`istituzione di un Garante per la concorrenza, che dovrebbe tenere sotto controllo le posizioni dominanti, quelle che determinano i prezzi. Penso alle pubbliche amministrazioni, agli enti strumentali come l`Ato: sono allo stesso tempo controllori e controllati, chi può garantire trasparenza nella definizione delle tariffe?».
Anche il Codacons grida allo scandalo: «L`inflazione percepita dal 2001 ad oggi dagli abruzzesi è almeno dell`80-90%, mentre quella reale è al 15%». Quasi il doppio rispetto al dato fornito ieri dall`Istat. Tra i settori più additati quale causa della spaventosa impennata dei prezzi ci sono quelli della ristorazione e delle attività turistiche: «L`estate scorsa facemmo uno studio sui rincari sotto l`ombrellone -riperende Venni- e i risultati furono catastrofici: per comprare una bottiglietta d`acqua o una pizzetta servivano due euro, più del doppio rispetto a tre anni fa. Adesso la nostra paura è un`altra». Ovvero? «Dopo un inverno nero, come quello che sta per concludersi per il commercio abruzzese, il turista sarà “l`ultima spiaggia“ per recuperare. Temiamo ulteriori rincari». Per l?Arco una soluzione sarebbe, oltre all?istituzione di un Garante per la concorrenza, anche l`esposizione trasparente, su ogni prodotto, del prezzo, per permettere al consumatore di scegliere quello più conveniente o più adatto alle proprie possibilità. Drastico il Codacons: «La Regione intervenga liberalizzando i saldi e imponendo il doppio prezzo sui cartellini dei prodotti, quello all`ingrosso e quello al dettaglio, soprattutto nel reparto ortofrutticolo. La classe politica regionale non ha fatto nulla per contenere l`inflazione». L`aumento dell`8,1% non è dovuto ai prodotti di prima necessità, per i quali l`Abruzzo è in linea con la tendenza nazionale, ma ad altri fattori: una tesi cavalcata dalle associazioni di categoria, che prendono le distanze dai dati Istat e dalle accuse di mancata vigilanza sull`andamento dei prezzi. «Colpa delle imposte e dei servizi», dice Ezio Ardizzi, presidente della Confcommercio. «Tasse e assicurazioni sono aumentate rispettivamente del 10 e del 20% -spiega Enzo Giammarino della Confesercenti- e adesso arriverà un`altra mazzata perché la Regione, per sanare il bilancio, ha deciso di alzare Irap e Irpef. I prodotti del paniere, invece, sono rimasti pressoché stabili».

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