22 Febbraio 2002

E in coro: «Antenna giù»

«Giù l`antenna, giù l`antenna!»
E` stato il brano più gettonato tra i tanti cori cantati dal coloratissimo corteo del comitato di quartiere Chiesa Rossa, organizzato ieri pomeriggio per protestare contro l`installazione dell`impianto che la HG3 sta allestendo nell`area della piscina comunale gestita da Milanosport in via Tolstoj.
Una protesta garbata e civile, ma ferma e molto rumorosa che ha avuto per protagonisti i bambini: ce n`erano almeno un centinaio in grembiule e scarpe da tennis con palloncini e fischietti a dimostrare, guidati da genitori il dissenso di un intero quartiere per l`impianto.
Il corteo si è mosso poco dopo le 16 dalla piscina di via Sant`Abbondio raggiungendo la vicina scuola elementare e chiamando altri bambini a uscire e a prendere parte alla manifestazione. Alla fine tra le ali del cordone predisposto dai vigili urbani c`erano almeno 200 persone cui si aggiungevano i papà che a poco a poco arrivavano dal lavoro.
Non si trattava della prima protesta nel quartiere: un cocorteo pubblico, il 3 febbraio scorso aveva raccolto numerose altre adesioni e aveva ottenuto l`interessamento di alcune istituzioni: ma dopo il botta e risposta tra Codacons e Omnitel-Vodafone del 6 febbraio scorso circa la pericolosità dell`impianto, l`iter per l`installazione dell`antenna è andato avanti.

Il Codacons, con un comunicato poi smentito quasi immediatamente dal colosso della telefonia mobile, aveva annunciato di aver vinto il ricorso presentato al Tar della Lombardia; Omnitel aveva smentito la notizia confermando che le emissioni radioelettromagnetiche dell`antenna, oggetto della preoccupazione del comitato di quartiere si erano attestate su un valore massimo di 4.89 V/m, e quindi al di sotto della soglia di norma prevista dalla legge (6 V/m).
Tra le precisazioni dell`operatore e le proteste dei genitori, il Comune che viene chiamato a prendere una posizione in merito: «Gli impianti sorgono su una struttura comunale a poca distanza da scuole comunali dove studiano bimbi di questa comunità – spiegava durante la manifestazione uno dei portavoce del comitato di quartiere – e queste cose non sono in affitto. Se il Comune vuole rimediare così ai costi di gestione degli impianti sportivi, i cittadini credo protesteranno ovunque davanti a ogni piscina».

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