27 Giugno 2019

E in alcuni stabilimenti prezzi in aumento

 

Per cercare di arginare il problema dell’ inquinamento da plastica che soffoca i nostri mari, anticipando di due anni la direttiva Europea di messa al bando dei monouso, da questa stagione migliaia di stabilimenti balneari o per ordinanza regionale e comunale o per scelta privata saranno infatti plastic- free ( e anche smoke free). Lo scopo è eliminare rifiuti superflui per evitare che vengano dispersi nell’ ambiente: da una parte bar ed esercizi dovranno vendere solo prodotti biodegradabili e compostabili, dall’ altra i turisti dovranno imparare a riciclare correttamente e rinunciare agli usa e getta nelle spiagge. Per ora siamo a un banco di prova. Ci sono intere regioni che per prime, come ad esempio Puglia e Toscana, hanno già imposto a migliaia di stabilimenti – tramite ordinanza – l’ obbligo di sostituire i monouso. Lo stesso vale per cittadine che da Lerici a Ladispoli, passando per decine di comuni siciliani, hanno messo al bando i monouso. Le regole sono simili per tutti ma cambiano da zona a zona. I più ferrei prevedono multe di 500 euro per chi sgarra. Sono banditi ad esempio piatti e posate di plastica non biodegradabile, cannucce, classiche vaschette per il cibo take away, mentre dall’ altra parte in quasi tutti i lidi si venderanno ancora bicchieri e confezioni per il gelato in plastica, così come bottigliette in Pet per acqua minerale o bevande. Inizialmente in molti luoghi sarà tollerato l’ uso di scorte di monouso acquistati in precedenza. Per ora la prima estate libera dalla plastica sembra essere fatta di contrasti, aumento dei costi e tentativi virtuosi. Se a Sellia Marina il Codacons ha denunciato il Comune per un’ ordinanza che addirittura “impone” l’ uso di alcuni oggetti di plastica, al lido Tamatete in Sardegna hanno invece già sostituito tutto con largo anticipo: i cucchiaini del caffè sono di legno, i bicchieri in mais (pla) e le bottiglie in vetro anche se costano 25 centesimi in più. Sostituire tutto con materiali bio è un prezzo che grava sulle tasche degli stabilimenti e alcuni hanno già annunciato rincari. Decine di altri ” bagni” si stanno però attrezzando per garantire che il divieto sia rispettato. In Toscana, dove c’ è addirittura un premio regionale per la spiaggia più sostenibile, usano la creatività: in Maremma ritorna la porcellana come contenitore, a Rosignano propongono bucatini di pasta come cannucce, a Castiglioncello distribuiscono centinaia di borracce. A Favignana mettono cartelli d’ avviso, a Rimini propongono cannucce bio agli hotel e in Liguria, ai bagni Ceriale vicino a Savona, rilanciano contenitori e stoviglie in polpa di mais. – g.t. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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