E il pubblico grida: vergogna
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fonte:
- Messaggero Veneto
E il pubblico grida: vergogna
Battibecchi e slogan contro i consiglieri per le ripetute sospensioni
Hanno gridato “vergogna“, hanno inveito in ogni modo verso quei consiglieri che hanno continuato per l`intera giornata a rinviare la decisione sulla mozione di sfiducia al presidente della Provincia, Marzio Strassoldo. Ieri, ad assistere alla seduta del Consiglio provinciale, riunito per far cadere Strassoldo con una mozione di sfiducia, oltre ad alcuni politici, è intervenuto anche un folto pubblico che ha riempito il salone del consiglio tanto che la Polizia provinciale ha dovuto vietare, nella mattinata, l`ingresso in aula fin dall`inizio della seduta. E proprio in apertura il presidente Strassoldo ha letto la bozza di accordo per prorogare le dimissioni ed evitare quindi il commissariamento. Immediato l`intervento del capogruppo di Forza Italia, Piero Mauro Zanin, che ha chiesto la prima sospensione per poter “esaminare questo fatto nuovo“. Immediati i primi commenti da parte del pubblico con fischi e grida all`indirizzo dei consiglieri che avevano optato per la sospensione della seduta. Nella prima pausa già i primi battibecchi, come quello tra il radicale, Gianfranco Leonarduzzi, a sostegno di Strassoldo, e il presidente di Legambiente, Marino Visintini, da sempre avverso alla politica ambientale della Provincia. Ma anche molti commenti dal pubblico: “� immorale, un`indecenza quello che stanno facendo – è sbottato un cittadino -. Vuoi che questa gente possa avere un`etica morale?“. E poi, tra i più “rumorosi“ Bruno Peres del Codacons che un attimo prima della seduta ha steso davanti allo scranno di Strassoldo la bandiera del Friuli bucata, una dimostrazione che il presidente non ha particolarmente gradito allontanandola con un gesto di stizza. E poi gli slogan urlati a pieni polmoni in occasioni delle diverse interruzioni chieste dai consiglieri. “Non c`è più dignità né rispetto – ha gridato Peres – siete la vergogna della gente, affaristi e faccendieri. Dovete rispondere ai cittadini altrimenti non avete nemmeno più dignità di uomini“. E ancora i commenti di preoccupazione della gente: “Se non passa oggi questa sfiducia – ha rilevato un signore tra il pubblico – non se ne va più e ci tocca tenercelo ancora“. Alla ripresa della seduta, sono tornati il silenzio e la tranquillità fino a quando il consigliere di An Renato Carlantoni ha preso la parola chiedendo un`altra interruzione e agli applausi ironici sono seguite le urla: “Vergogna, ci prendete in giro“. Il clima non è cambiato fino alla settima sospensione, verso le 19, quando ormai gli spettatori erano visibilmente esausti.
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