5 Maggio 2017

E il medico ricomincia a bere Emiliano: incontro con Gentiloni

E il medico ricomincia a bere Emiliano: incontro con Gentiloni

L’ oncologo Giuseppe Serravezza, responsabile scientifico della Lilt Lecce, ha sospeso lo sciopero della sete che aveva intrapreso per protestare contro l’ approdo del gasdotto Tap a San Foca. La decisione è arrivata alla fine del colloquio privato che il medico ha avuto ieri pomeriggio, presso la sua abitazione in contrada “Palla” a Casarano, con Michele Emiliano. Il governatore è riuscito a convincere l’ oncologo a riprendere almeno a bere prendendo l’ impegno di chiedere al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, un incontro per trovare una soluzione alternativa al progetto del gasdotto Tap e concordata con la popolazione locale. L’ oncologo, però, continuerà lo sciopero della fame «fino a quando il Governo non darà un segnale importante sulla questione». È durato circa un’ ora l’ incontro tra Emiliano e Serravezza. Il presidente della Puglia è arrivato a casa del medico intorno alle 19, preceduto da centinaia di persone che avevano invaso l’ atrio esterno dell’ abitazione per esprimere solidarietà all’ oncologo e per convincerlo a mettere fine allo sciopero. Gli attivisti del comitato “No Tap” e della Lilt avevano affisso diversi striscioni di solidarietà e contro il progetto del gasdotto. Erano presenti i sindaci o loro delegati di almeno una quarantina di comuni della Provincia. Al colloquio tra Emiliano e Serravezza hanno partecipato, tra gli altri, anche i sindaci di Melendugno (Marco Potì) e di Casarano (Gianni Stefàno) in rappresentanza dei loro colleghi. Dopo circa un’ ora, i due sono usciti insieme sul balcone della casa e hanno annunciato la decisione. L’ oncologo è uscito con un bicchiere pieno d’ acqua e ha bevuto davanti a tutti accompagnato dalle grida di entusiasmo dei suoi sostenitori. «Per ora solo l’ acqua – ha precisato il responsabile della Lilt – il cibo lo riprenderò solo dopo che arriverà un segnale dal governo nazionale. La Regione il segnale ce l’ ha dato ed è molto confortante e di speranza». Emiliano ha rivelato i particolari dell’ accordo concluso con Serravezza: «Ha chiesto e ha ottenuto una richiesta da parte nostra di un incontro a Gentiloni – ha affermato il presidente della giunta regionale – affinché i sindaci e il comitato “No Tap” siano ascoltati dal Governo. Noi abbiamo l’ impressione che il Governo non abbia tutte le notizie necessarie per decide re bene cosa fare. Quindi insisteremo affinché il Governo a brevissimo ci dia questo incontro per trovare una soluzione che stia bene a tutti, concordata con la popolazione locale». L’ oncologo era giunto all’ ottavo giorno di sciopero della fame e della sete. Dopo essere stato dimesso l’ altroi eri dall’ ospedale di Casarano, dove era stato ricoverato martedì scorso per un malore, sta proseguendo ad attuare il digiuno nella sua abitazione. Serravezza protesta contro il progetto del gasdotto Tap, il cui appro do è previsto nella marina di San Foca, e per invitare «la politica a favorire il dialogo e il confronto tra il Governo centrale e le istanze del territorio». Numerosi i messaggi di solidarietà da tutta Italia che continuano ad arrivare. E il Comitato No Tap va all’ attacco: «A Tap: la vostra finta attenzione verso pochi alberi è l’ ennesimo insulto di fronte all’ indifferenza per un Uomo che rischia la sua vita chiedendovi di andar via. Oggi le autobotti non sono passate per dare l’ acqua agli alberi, in segno di solidarietà a Serravezza e a tutte le altre persone che hanno deciso di privarsi del cibo per fermare un’ opera inutile e dannosa: Pati Luceri di Marta no, Boris Tremolizzo di Cannole, Tiziano Cozzolino di Casara no e Silvia Starace di Lecce». «La posizione del popolo salentino – ha scritto Codacons Lecce in una nota – è chiara ed univocamente espressa da sempre: non si è contro la Tap a prescindere, si è invece manifestato il legittimo dubbio che un’ opera tanto invasiva e strategica dovesse e potesse approdare in Italia su di un tratto di costa diverso, e magari già industrializzato».
 

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