E il giudice di pace fece la guerra alle multe
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fonte:
- Corriere Fiorentino
Qualcuno l’ ha già ribattezzato il «paladino degli automobilisti» . Il giudice di pace Agostino Virzì, 60 anni, siciliano di Palermo, ex consulente legale di aziende ed ex avvocato, a Firenze da trent’ anni, ha conquistato sul campo il titolo di «magistrato ammazzamulte» . Prima della battaglia contro gli autovelox impegnati a rendere la vita difficile agli automobilisti, ha scritto un’ altra pagina indimenticabile per il popolo tartassato: quella contro gli ausiliari del traffico Ataf armati di verbali che facevano fioccare multe come se piovesse senza mai fermare automobili o scooter pizzicati sulle corsie preferenziali degli autobus. Accadeva nel 2008. Una valanga di ricorsi e una valanga di sanzioni annullate. Mancava la contestazione immediata – spiegò il giudice- e gli ausiliari del traffico si nascondevano sempre dietro la formula di rito: «Impossibilità di fermare il veicolo per non recare intralcio alla circolazione in transito sulla corsia» . Possibile mai che nessuno riesce a fermare le auto, si è chiesto il giudice. E giù con gli annullamenti a catena. Il Codacons portò a casa la vittoria per quasi cento volte, con tanto di condanna per il Comune al pagamento delle spese legali. Poco tempo fa il giudice Virzì è tornato all’ attacco con l’ autovelox di viale Etruria – la «fabbrica di multe» come l’ ha etichettato qualcuno- e ha dato nuovamente ragione agli automobilisti: scarsa la segnaletica che illustra la presenza della famigerata macchinetta. Argomento ripreso anche negli ultimi ricorsi che hanno portato Virzì a bacchettare l’ amministrazione comunale e a dichiarare fuorilegge tutti gli «occhi elettronici» in città: «La postazione- scrive nell’ ultima sentenza- si trova a ridosso di un palo dell’ illuminazione pubblica che ospita, oltre all’ avviso della presenza dell’ autovelox, anche un gonfalone pubblicitario e pertanto poco visibile» . Dell’ uomo che è contro la multa selvaggia si sa solo che è uno dei 16 giudici di pace civili ed è uno che lavora sodo. Tra le udienze e l’ ufficio trascorre gran parte del suo tempo. E quando alla fine dei processi, nel primo pomeriggio, lascia la sua stanza al secondo piano del palazzo di via Fattori, la giornata di lavoro non è ancora finita. Continua a casa, dove fino a sera studia i fascicoli per il giorno successivo. Da quando ha iniziato a fare questo lavoro, ormai nove anni fa, si dedica esclusivamente a questo. Macina ricorsi su ricorsi. Solo nella giornata di giovedì è stato presente a sedici udienze e ha contestualmente firmato sedici sentenze. Ne scrive fino a ottanta in un mese, un vero record per una giustizia perennemente in affanno. E a quelli che gli contestano una difesa a oltranza degli automobilisti lui risponde con altri provvedimenti. Sempre giovedì, subito dopo la sentenza sugli autovelox fuorilegge, ne ha scritta una di segno opposto. All’ automobilista che ha trascinato la Provincia in aula per chiedere l’ annullamento del verbale per un eccesso di velocità sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno, sostenendo che non era sufficientemente segnalato, ha risposto picche. Questa volta l’ automobilista che corre troppo dovrà pagare doppia multa. antonella. mollica@rcs. it © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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