27 Gennaio 2002

E il Codacons si appella a Ciampi

L`assessore di An: “Congelate la scelta“. Domani riunione di giunta


L`altolà di Granata alle nomine nelle Ausl


E il Codacons si appella a Ciampi


Nel governo esplode il caso dei manager delle aziende sanitarie. I contrasti sulla designazione dei massimi dirigenti ospedalieri dell`Isola, finora sotto traccia, vengono alla luce proprio alla vigilia della riunione di giunta che dovrebbe chiudere la partita, già fissata per domani. Il primo ad alzare la voce è l`assessore ai Beni culturali, Fabio Granata. È lui a chiedere all`assessore alla Sanità, il forzista Ettore Cittadini, di congelare le nomine, mentre il Codacons denuncia il rischio di lottizzazione e si rivolge al presidente Ciampi.
Granata scrive poche righe per proporre una «breve prorogatio delle attuali gestioni per arrivare a scelte razionali». Stop alla girandola di poltrone di aziende ospedaliere e sanitarie, dunque, per non lasciare campo libero al «manuale Cencelli» e demandare la scelta al solo Cittadini «sulla base di criteri esclusivamente qualitativi». Ci sono direttori, secondo l`assessore di An, che «hanno realizzato cose importanti e non vanno immolati né sull`altare della spartizione né su quello della rotazione a tutti costi». Anche perché, aggiunge, «ne va della salute e della qualità dell`offerta sanitaria». Una posizione per certi versi simile a quella del presidente della Regione, Totò Cuffaro, contrario a una rotazione tout court e intenzionato a difendere alcuni direttori, tanto per cominciare quello dell`azienda Civico di Palermo, Carmelo Piazza. Dall`altro lato della barricata Forza Italia, con il coordinatore Gianfranco Miccichè che non ammette deroghe e chiede una rotazione complessiva.
La richiesta di Granata non fa che aggiungere legna al fuoco di una seduta di giunta dall`esito tutt`altro che scontato e che potrebbe, a questo punto, concludersi con una prima fumata nera. Almeno fin tanto che il governo non avrà raggiunto un minimo di intesa al suo interno sulla ripartizione delle più potenti e prestigiose poltrone di sottogoverno. Quelle poltrone dalle quali si gestiscono bilanci da milioni di euro e che fruttano indennità da circa 154 mila euro l`anno (300 milioni di lire).
Preoccupazione sul destino delle nomine viene espressa anche dal Codacons. L`associazione dei consumatori ha inoltrato una denuncia al capo dello Stato. Secondo il presidente regionale Giovanni Petrone, il Colle dovrebbe vigilare per «evitare che le nomine dei manager della sanità siciliana siano frutto di lottizzazione politica». Le riunioni politiche in corso «tra i rappresentanti del governo Cuffaro e i leader dei partiti vogliono sovrintendere alle prestigiose nomine». Invece, dice Petrone, «è necessario valutare esclusivamente la competenza, la professionalità e la preparazione dei candidati». Per queste ragioni il vice presidente nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, ha inviato la denuncia al presidente Ciampi.
Cuffaro non si scompone: «Saremo felici e onorati se il presidente della Repubblica vigilerà, non solo sulle nomine dei vertici delle Ausl e delle aziende ospedaliere, ma su tutti gli atti che questo governo sta compiendo». Anche perché «in merito alle nomine stiamo agendo al meglio, valutando attentamente competenze e professionalità dei candidati, ma è pur vero che il governo si avvarrà delle proprie prerogative e opererà le scelte di propria competenza». Insomma, il governo non rinuncerà al principio dello spoils system.
Tuttavia, una battuta d`arresto è arrivata in questi giorni da un pronunciamento del Tar di Palermo. Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato dal commissario dell`azienda delle terme di Acireale, Leonarda Mangiaracina, nominato nel giugno 2000 dall`assessore al Turismo, Domenico Rotella, assieme agli altri 21 delle aziende turismo e rimosso il 2 ottobre scorso dal nuovo assessore Francesco Cascio. Un provvedimento ad hoc, quest`ultimo, al quale è seguita la nomina del nuovo commissario di Acireale, Marcello Valli. Una scelta «motivata solo da ragioni di fiducia politica», scrive la Mangiaracina. Ebbene, secondo il Tar che ha deciso per il suo ripristino, sussistono nella rimozione «profili di violazione delle norme sul procedimento amministrativo» e «pregiudizio grave e irreparabile». Diritto alle nomine sì, dunque, ma non all`insegna della discrezionalità assoluta.

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