E il Codacons presenta un esposto in Procura: omissione di atti d`ufficio
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fonte:
- Il Messaggero
Omissione d`atti d`ufficio. Oppure concorso in inquinamento. O anche concorso nella diffusione di un`epidemia. Sono gli atti d`accusa sui quali il Codacons (Coordinamento delle associazioni dei consumatori) chiede alla Procura della Repubblica di aprire un`inchiesta. L`esposto è stato presentato dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che chiede alla magistratura di fare piena luce sulla vicenda dell`alga tossica di Fregene. “A tutela dei cittadini spiega Rienzi chiediamo alla Procura di fare chiarezza su ciò che sta avvenendo nella zona di Fregene, e sugli annunciati divieti di balneazione. In particolare, nel caso specifico potrebbero profilarsi contro ignoti le ipotesi di omissione di atti d`ufficio, concorso in inquinamento ambientale ed epidemia“. “Per la nostra associazione conclude Rienzi è indispensabile arrivare in tempi stretti alla soluzione del caso, prima di tutto per tutelare, anche solo in via cautelativa, la salute dei bagnanti, in secondo luogo per regolare i contratti di chi ha acquistato abbonamenti agli stabilimenti balneari o altri servizi legati all utilizzazione del mare nel tratto interessato“. A sostenere nella sua azione il sindaco Canapini è, invece, la Pro Loco di Fregene. “Chi chiede il presidente Franco Travaglini oltre all`amministrazione locale, che si sta adoperando per riqualificare la località, è chiamato a rispondere delle condizioni di salubrità delle acque pubbliche? Eppoi, il monitoraggio delle acque marine riguardante Fregene, è identico a quello riservato ad altre zone del litorale?“. Addirittura per Alessandro De Nitto, presidente dell`associazione ambientalista Acis e membro del Comitato Nazionale Antimafia, “sono goliardiche le dichiarazioni di bambini e adulti con dermatiti e problemi cutanei causati, secondo schemi già definiti, proprio dalle acque inquinate di Fregene“.
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