5 Maggio 2013

E il Codacons chiede i redditi dei politici

E il Codacons chiede i redditi dei politici

 

Il Codacons ha presentato ieri una istanza all’ Agenzia delle Entrate in cui si chiede di avere accesso ai dati relativi ai redditi dei leader politici italiani. Dopo la grave vicenda degli hacker che minacciano il M5S per conoscere i guadagni del movimento, l’ associazione, riferisce una nota, «ricorda che i redditi dei contribuenti, in determinate circostanze in cui prevale l’ interesse pubblico, possono essere resi noti senza ledere il diritto alla privacy». Il Codacons ha chiesto all’ Agenzia delle Entrate di acquisire i dati relativi ai redditi, tra gli altri, di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (M5S), Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Pdl), Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi (Pd), Roberto Maroni (Lega Nord). «La destinazione dei fondi pubblici rappresenta una questione che ci coinvolge in modo rilevante in qualità di associazione per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori – si legge nell’ istanza d’ accesso presentata dal Codacons – considerato che chiaro è l’ interesse diretto concreto e attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, dei consumatori/contribuenti alla conoscenza dell’ effettiva destinazione dei fondi pubblici e del corretto utilizzo per fini essenziali alla collettività». Del resto, ricorda il Codacons, «che la legge sulla privacy non sia in contrasto con il regime di pubblicità dei dati dei contribuenti è stato proprio il Garante della Privacy a ribadirlo ritenendo che si possono diffondere dati sui contribuenti, individuati e resi disponibili dall’ Amministrazione finanziaria in base alla legge. Il Codice sulla protezione dei dati personali, infatti, non contrasta con determinate forme di pubblicità di dati che siano di interesse pubblico, ma tale diffusione deve riguardare le informazioni divulgate in conformità alle norme di settore, ai sensi dell’ art. 42 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112». «Una volta ottenuti tali dati – annuncia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – li renderemo pubblici così da bloccare definitivamente le pretese dei cosiddetti “hacker del Pd” e porre fine a ricatti e illeciti su cui indaga anche la Procura di Roma».

 

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