13 Novembre 2014

E il centrosinistra incalza: «Ora si torni in Consiglio»

E il centrosinistra incalza: «Ora si torni in Consiglio»

«Credo sia doveroso che, alla luce della posizione espressa dal prefetto Giuliana Perrotta, il Consiglio comunale riconsideri le scelte compiute ripristinando l’ avviso bonario riveduto o adottando altre soluzioni in linea con le direttive ministeriali». A proporre un passo indietro alla maggioranza di Palazzo Carafa è il consigliere comunale di minoranza Antonio Rotundo, del Partito democratico. «Immaginare – scrive il presidente della commissione Controllo comunale – di far finta di niente sarebbe incomprensibile perché la conferma dell’ attuale orientamento da parte di Palazzo Carafa (tolleranza di 15 minuti come prevede la delibera di Giunta 617 del 31.7.14) aprirebbe la strada a una contrapposizione tra Comune e prefettura». ù Perché l’ ufficio territoriale di Governo ha messo nero su bianco che «in sede di decisione dei ricorsi relativi al grattino scaduto – ricorda Rotundo “intende attenersi alle relative direttive ministeriali”, che come è noto escludono l’ applicazione della multa». Il centrosinistra ha contrastato, lo scorso luglio, la proposta della maggioranza di autorizzare il “quarto d’ ora di tolleranza”, sulla falsa riga di quanto avviene, già dal maggio scorso, nella città di Torino amministrata dal sindaco Pd, Piero Fassino, presidente dell’ Anci. E al fianco di Pd, Udc e Lecce Bene Comune si è schierato anche il Nuovo Centrodestra, che con Giuseppe Ripa aveva chiesto che «almeno venga prolungato l’ intervallo da 15 a 30 minuti, per consentire agli automobilisti di rinnovare il grattino senza estenuanti tour de force». Oggi il tema si fa nuovamente scottante. Anche perché l’ associazione dei consumatori Codacons, con il legale Piero Mongelli, si dice pronta a opporsi a Palazzo Carafa e a chiedergli un eventuale risarcimento dei danni, qualora la Giunta Perrone continuasse su questa strada, multando per i ticket scaduti. «Sarebbe veramente surreale – scrive ancora il consigliere democratico Rotundo – la situazione che si potrebbe concretizzare: da una parte il Comune che multa e dall’ altra la prefettura che accoglie i ricorsi. Per queste ragioni appare opportuno e urgente che il Consiglio Comunale, alla luce delle “novità” comunicateci dal Prefetto, torni ad occuparsi della questione e nelle more si sospenda l’ applicazione delle multe». La battaglia politica, quindi, promette di farsi infuocata. Perché la minoranza accusa la Giunta di voler fare cassa sulle spalle dei leccesi, multandoli senza averne il diritto. «Nessuna norma del Codice della strada – ha ribadito ancora una volta, ieri, l’ avvocato del Coda cons Piero Mongelli – prevede la possibilità di sanzionare il cittadino nel caso di scadenza del grattino per sosta regolamentata».

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