20 Giugno 2002

E i titoli finiscono subito in rete

E i titoli finiscono subito in rete

Nonostante i divieti anche quest`anno fuga di notizie




ROMA. Esami di maturità superblindati per gli studenti impegnati a superare la prova finale. Internet è stato messo al bando addirittura da una circolare del ministero, emessa il 29 maggio: le aule informatiche delle scuole sono state chiuse a chiave. “Navigare“ durante la prova d`esame è quindi vietatissimo. Il “vademecum“ inviato a tutti gli uffici scolastici regionali impegna presidenti e commissari a non far avvicinare di un millimetro i ragazzi a nessuna postazione internet. Anche i cellulari, rigorosamente sequestrati prima di entrare in classe, sono rimasti silenziosi e inutilizzabili.
Ma le regole per la maturità targata 2002 sono veramente puntigliose: i capi di istituto, dato che serve riprodurre le tracce delle prove scritte in numero di esemplari adeguato al fabbisogno dei candidati di ciascuna commissione, hanno dovuto accertarsi che «i locali siano attrezzati con fotocopiatrici perfettamente funzionanti e dotate di toner e di carta in quantità sufficiente». Nonostante i divieti proprio internet ha fatto la sua bella spifferata: le tracce sarebbero state comunicate da alcuni maturandi ad un sito web, mentre Radio Capital è stata la prima a rivelare il contenuto dei temi.
La partita contro le lingue lunghe è iniziata subito: il Codacons ha segnalato immediatamente al ministero delle Comunicazioni e denunciato alla procura di Roma il sito internet Matura.it perché «vende a costo di 8 euro una card che promette informazioni riservate sulla maturità anche via sms». In particolare il sito offrirebbe le soluzioni della seconda prova, che si terrà oggi, direttamente sul cellulare dopo che l`utente si è iscritto al servizio di ricezione. E altri quattro o cinque siti potrebbero essere segnalati alla magistratura per la fuga di notizie relative alla prova scritta di ieri. Al momento, nessuna segnalazione invece di studenti sospesi dalla prova perché sorpresi a copiare o ad utilizzare il cellulare, anche se qualche telefonino comunque introdotto nelle classi è stato ritirato dai commissari. La fuga di notizie è stata inoltre duramente contestata dai deputati della Margherita Enzo Carra e Cinzia Dato, e quest`ultima ha chiesto anche le dimissioni del ministro dell`istruzione Moratti.
La prima giornata della maturità è stata segnata da un piccolo “giallo“: secondo segnalazioni giunte al movimento Alternativa studentesca, in alcune scuole sarebbero state distribuite copie delle tracce contenenti un errore nel brano di documentazione allegato alla traccia sullo Stato sociale (nel brano citato di Briggs si farebbe riferimento alla prima guerra mondiale anziché alla seconda, come nella versione ufficiale diffusa dal ministero). Il ministero dell`Istruzione, però, smentisce seccamente: le copie delle tracce distribuite erano tutte regolari e i testi pervenuti nelle aule d`esame erano corretti.
Se i divieti vengono periodicamente aggirati, quest`anno la maturità ha presentato anche un`altra novità: la diversa composizione della commissione d`esame che, a differenza del passato, è composta interamente da membri interni. Solo il presidente della commissione arriva da un`altra scuola. La novità consente di risparmiare 300 miliardi di vecchie lire. Ma anche qui proteste dei Cobas, mentre la Cgil Scuola ha invitato i docenti a presentarsi in aula con un fazzoletto bianco in segno di protesta e la Gilda ha proposto di indossare il lutto al braccio.
Ma le critiche per questa prima giornata di maturità sono immancabilmente arrivate. L`ex ministro della pubblica istruzione Luigi Berlinguer boccia senza appello i temi proposti ai ragazzi perché «segnano un ritorno al passato e non sollecitano la riflessione». Di tutt`altro avviso il ministro Giuliano Urbani che giudica il tema sui beni artistici «quasi un monitoraggio sul patrimonio culturale attraverso gli occhi dei giovani». Il primo scoglio, in un modo o nell`altro, è stato dunque superato. Complice la commissione interna che, secondo i commenti di molti maturandi, ha contribuito a creare una più distensiva atmosfera da “compito in classe“, con presidenti di commissione che invece, rileva l`Unione degli studenti, in classe sono stati molto poco presenti, avendo dovuto presiedere più commissioni.

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