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25 Gennaio 2002

E i postini insistono sulle divise

E i postini insistono sulle divise
`Dovevano portarle, dove sono?`

«Promesse inevase turni massacranti e anche minacce»

Continua anche con il nuovo anno il disservizio negli uffici delle poste italiane.
A pagarne le spese non sono solo i cittadini ma anche i lavoratori della stessa società privatizzata che sono costretti a “tappare i buchi“, che continuano ad allargarsi ogni giorno di più.
Proprio nei giorni scorsi, le associazioni dei consumatori; Adusfeb e Codacons, hanno denunciato le poste italiane “per interruzione di pubblico servizio“.
Cittadini e lavoratori, almeno questa volta, sembrano uniti nella lotta. Se la gente si lamenta dei disservizi, “i postali“ replicano sulla stessa lunghezza d`onda poiché il “nemico“ è lo stesso.
E cioè: promesse non mantenute, turni massacranti di lavoro, la mancanza totale dei diritti sindacali, minacce psicologiche sono all`ordine del giorno, mentre i lavoratori assistono inermi a questo caos.
Alcuni mesi fa Poste Italiane aveva fatto arrivare nelle redazioni dei giornali un comunicato stampa in cui si evidenziava che, finalmente, i postini non sarebbero stati più tanti piccoli “calimeri neri“ (quelli del famoso Carosello televisivo).
Le tanto sognate divise erano finalmente arrivate ed i portalattere, d`estate o d`inverno, potevano “sfilare“ come su una passerella milanese.
Non tutto però è filato liscio: visto che le misure sono state solo “comunicate“ via fax, all`atto di indossare i capi di abbigliamento, ci si è accorti che alcuni o erano grandi oppure piccoli. Un problema? Niente di grave per le poste.
Chi non era contento poteva benissimo mandare a cambiare i capi scomodi. E la nuova divisa per alcuni dipendenti resta solo un sogno.
“Purtroppo – sottolinea un postino – sto ancora aspettando il giaccone e il copri pantalone per la pioggia. Sono già quattro mesi che ho spedito il giaccone invernale per il cambio ma, a tutt`oggi, continuo a girare con il vecchio capo blu. Ho cercato invano di sapere che fine aveva fatto il nuovo indumento ma, alla direzione provinciale, mi hanno risposto che non è compito loro. Non vorrei che, visto che lo confeziona una ditta spagnola, si fosse inabissato nel Golfo del Leone“.
“L`estate scorsa – puntualizza un altro postino di Modena – ho rimandato indietro il giubbotto estivo per il cambio, ma per il nuovo bisogna rivolgersi a “Chi l`ha visto“. Nessuno mi sa dire a chi rivolgermi per avere la divisa che ci spetta di diritto. Visto che ci siamo voglio anche sottolineare il fatto che le camicie che stiamo usando per l`inverno, per le poste vanno bene anche d`estate. Speriamo che la prossima non sia un`altra estate di fuoco“.

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