12 Settembre 2013

E i manager pensano a come raddoppiare i tagli

E i manager pensano a come raddoppiare i tagli

ANDREA GRECOMILANO – Qualche spiraglio di speranza nel salvataggio Mps, fattosi ancor più duro dopo il diktat della Commissione Ue. Il cda di primo esame del nuovo piano da sottoporre a Bruxelles se ne va in tre ore relativamente tranquille, in cui il management ha diffuso alcune linee guida del piano, e degli impegni che la banca prenderà con il Tesoro, garante per l’ Italia con l’ Ue sul dossier. Mps «è fiduciosa di portare a termine con successo l’ elaborazione del nuovo piano e che lo stesso costituirà in futuro un elemento di attrattività nei confronti del mercato», ha diffuso una nota, che ha confermato la tempistica per cui il 24 settembre il piano tornerà in cda per la delibera. Nel frattempo il vertice e le prime linee dell’ istituto lavoreranno verso una quadratura del cerchio ardimentosa, se si pensa che la ricapitalizzazione 2014 da 2,5 miliardi rappresenta poco più della capitalizzazione di Borsa (e proprio dal listino, dopo due sedute amare, è venuto un segnale contrario con l’ azione senese che ha rivisto i 20 centesimi, in rialzo del 3,7%). L’ aspetto più incoraggiante, nei contatti fitti con il Tesoro e Palais Berlaymont, sembra provenga dal versante del contenimento dei costi. Nelle richieste degli uffici di Joaquin Almunia campeggiava il taglio dei costi, previo allontanamento di 5mila dipendenti sui 28mila della banca. Una cifra molto alta, anche perché si aggiunge ai 4.600 esuberi annunciati nel vecchio piano 2012-2015. Dopo i primi confronti tuttavia sembra non sarà necessariobissare “quota 5mila”. E, soprattutto, che il fondo esuberi e i prepensionamenti potrebbero rivelarsi strumenti sufficienti a evitare licenziamenti secchi. Questo comporterà la chiusura di molte altre filiali, almeno un centinaiooltre alle 400 già annunciate; ma non tante da compromettere il modello di banca commerciale, che secondo l’ ad Fabrizio Viola «va confermato, magari con forti canali alternativi, verso un modello distributivo meno onerosoe prodotti e servizi a più alto valore aggiunto. Ma Mps continuerà a essere una banca che si rivolge a famiglie e imprese». Il controllo dei costi sarà comunque il criterio portante per il nuovo piano quinquennale: se la versione precedente (di 4 anni) mirava a ridurli di 565 milioni, stavolta gli analisti finanziari stimano che l’ asticella si alzerà, tra 800 milioni e 1 miliardo. «Niente è impossibile, è molto difficile ma fattibile», ha detto l’ ad Fabrizio Viola. E a chichiedeva se la situazione preluda a un blitz per vendere subito la banca (magari con la sponda della fondazione socia al 33% ma destinata a diluirsi fino al 5%) il manager ha replicato: «Non mi preoccupo del risiko bancario, mi preoccupo di Mps. Lavoro perché il piano sia realizzato, non a ciò che succede intorno». Il manager ex Bper tenta di motivare la squadra, mortificata dai diktat di Almunia sul nuovo riassetto. Tanto calati dall’ alto che perfino Codacons, associazione critica sul dossier, ha chiesto alle autorità di accertare «se Tesoro e Mps abbiano diffuso informazioni omissive e fuorvianti al mercato, tramite i comunicati emessi l’ 8 e il 9 settembre sull’ accordo raggiunto nel weekend a Cernobbio».© RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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