E i lavoratori si pagano la cassa integrazione
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Auto e casa sono abbonati fissi degli aumenti. Per praticità lasciamo da parte le tasse comunali legate alla ex Imu, che cambia nome e coefficienti ogni quindici giorni ma rincara con una velocità impressionante, e quella sui rifiuti, in impennata ancora da quantificare. La casa è diventata il cappio attorno a cui i proprietari si stanno attorcigliando; convinti che con i mutui si sarebbero pagati con gli incrementi di valore, ora i modenesi che hanno messo i risparmi in mattoni anzichè in banca, si ritrovano a pagare imposte e tasse fisse che si avvicinano a un piccolo affitto mensile, non trattabile. L’ auto è la più bersagliata, anche per il solo fatto di poter circolare. E se sull’ Autobrennero, tanto per parlare di autostrade, gli aumenti sono dell’ 1,6% ecco che triplicano sull’ Autosole e diventano del 4,4%. Perché? Non si sa. Ma la ragione di questo rincaro automatico a ogni gennaio sta nel meccanismo di adeguamento automatico che scatta ogni gennaio e che è pudicamente definito con un termine inglese, “price cap”. Al solito. Non si ricorre alle lingue straniere ma a motivazioni sociali, con un’ amara ironia se si potesse sorridere sulle scuse governative per giustificare ogni volta i maggiori esborsi, per i contributi dell’ Inps. Per l’ ente di previdenza è ipotizzato un prelievo dello 0,5% per finanziare la cassa integrazione. Dettaglio importante: un terzo di questa voce, così rincarata, verrà pagato dai lavoratori mentre il 70% è carico dei datori di lavoro; esonerate le aziende con meno di 15 dipendenti. I bolli in banca per i depositi dei titoli passano dall’ 1,5 al 2 per mille. Le associazioni dei consumatori sono infuriate. Un primo giro d’ orizzonte dei loro esperti ha quantificato in 1.400 euro all’ anno la somma di tutta la catena di rincari che verranno scaricati sulle tasche già svuotale delle famiglie italiane. «Che si tratti di Roma o di Modena chi sceglie di fare gli aumenti non ci consulta neppure più» protesta Renza Barani della Federconsumatori, vicina alla Cgil. Graziano Pini (Adiconsum, area Cisl) alla rga come fare: «Non si riesce a frenare la corsa ai rincari». «Bisogna cominciare a mettere in moto procedimenti legali per i rincari ingiustificati – promette Fabio Galli (Codacons) – Noi lo stiamo facendo da sempre, soprattutto quando i rincari, camuffati con maggiori servizi, non comportano poi miglioramenti o vantaggi per i consumatori». (s.c.)
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