13 Gennaio 2012

E i giornalisti stranieri non ci capiscono  

E i giornalisti stranieri non ci capiscono
  piller (frankfurter allgemeine): «chi investirà in italia?». ridet (le monde): «pazzi, non troverete altri sponsor così»

C’ era mezzo mondo ad ascoltare Della Valle all’ Hassler. I corrispondenti in Italia delle testate straniere, i giornalisti che fotografano quello che avviene in un Paese che è economicamente in bilico da mesi. E il teatrino Uil-Codacons-Colosseo-Pm non l’ ha capito nessuno di loro. Tobias Piller, per esempio, corrispondente del Frankfurter Allgemeine, il quotidiano di Francoforte: «Restiamo esterrefatti. La vicenda capitata a Della Valle è paradigmatica per chi vuole investire in Italia, per chi pensa a distribuire qui dall’ estero». Piller titolò a giugno «Salve, Historia!», «Ave, Restaurator» i suoi pezzi sull’ annuncio del restauro. E a dicembre ha dedicato un ritratto a Della Valle diventato «da produttore di scarpe a modello di mecenate». E invece ieri si è trovato di fronte a un punto e a capo: «Da Roma a Pompei, se questo è il biglietto da visita del Belpaese!». Ancora più tranchant Philippe Ridet, corrispondente del parigino «Le Monde»: «Vicenda all’ italiana, nella quale non si capisce nulla. Nella questione della sponsorizzazione di Tod’ s ci saranno pure piccole cose che non vanno, ma da qui all’ inchiesta della Procura…Siete pazzi? Quando c’ è uno che porta 25 milioni, che cosa si va a cercare?». All’ annuncio dell’ intesa, Ridet definì l’ Anfiteatro Flavio «Un grande corpo malato», riprendendo il nome di una rock band e tirando un sospiro di sollievo perché il «Colosseo è del mondo e noi a Parigi, che è pure una grande capitale, non abbiamo monumenti vecchi 15 secoli e passa». Ma ieri ha insinuato il dubbio peggiore: «L’ incontro del presidente di Tod’ s con i giornalisti potrebbe essere il primo passo verso una rinuncia alla sponsorizzazione. Perché Della Valle è un vincente, ha aperto senza problemi venti negozi in Cina, potrebbe non sopportare lo smacco-Colosseo. Una situazione difficile da spiegare ai francesi». Sono d’ accordo due colleghi Usa di Cbs News e l’ egiziano Mahdi El Nemre che scrive su «El Kuwait»: «L’ iniziativa è un modello per la salvaguardia del patrimonio mondiale. Peccato se va in fumo». Li. Lom.

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