E i consumatori lanciano il boicottaggio
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fonte:
- Il Gazzettino
Roma.
Gli esercenti «si sono già rifatti delle alte commissioni, rialzando i prezzi in modo selvaggio con il risultato che dal 2001 ad oggi un pranzo fuori casa costa mediamente l`83\% in più». È quanto sottolineano i consumatori del Codacons lanciando una controffensiva contro lo stop ai buoni pasto: «boicottare fino a fine anno gli esercenti che non accettano» i ticket restaurant creando un «danno ai consumatori che in questi giorni si ritrovano in mano carta straccia».
«Invitiamo i consumatori – sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons – a non effettuare nessun tipo di acquisto, nemmeno un caffé, presso i bar o ristoranti che aderiscono alla serrata dei buoni pasto». Il Codacons, dati alla mano, sottolinea poi che gli esercenti hanno «gia recuperato» il caro-commissioni sui ticket. E cita alcuni esempi: una pizzetta rossa al bar, dal 2001 ad oggi, è rincarata del 29\% mentre un tramezzino o un gelato sono quasi raddoppiati (+ 96\%) a 1,5 euro contro le vecchie 1.500 lire (0,77 euro). Ancor più salato il rincaro per la tradizionale Pizza Margherita, rincarata – spiegano i consumatori – del 109\% a 6,5 euro contro le 6.000 lire (3,1 euro) di quattro anni fa.
L`Unione consumatori rincara la dose. Mentre la protesta dei pubblici esercizi, che rifiutano di accettare i ticket come forma di pagamento in polemica con le alte commissioni imposte dalle società di emissione, si allarga dal Piemonte al resto d`Italia, l`associazione attacca i buoni, accusati di essere una delle cause degli aumenti dei prezzi e una fonte continua di fastidi per la maggioranza di consumatori, che ne sono sprovvisti.
«Non ha senso – recita una nota dell`Unione consumatori – che con i buoni pasto si possano comprare detersivi, cosmetici e perfino la benzina, mentre nei supermercati le file alle casse si sono allungate enormemente a causa dei clienti che si presentano con blocchetti di buoni che devono essere verificati (girano buoni falsi), contati e timbrati, calcolando poi il conguaglio». Gli esercenti, conclude l`Unione Consumatori, ricevono i pagamenti delle società emettitrici con mesi di ritardo e in più perdono sostanziose commissioni, per cui hanno ritoccato i prezzi in alto a danno di tutti i consumatori.
Il governo cerca di correre ai ripari: «Inseriremo nell`ambito del disegno di legge sulla Competitività un articolo che delega al governo la possibilità di intervenire sulla questione dei buoni pasto», ha detto Guido Crosetto, relatore del ddl Competitività. «Già la prossima settimana – ha aggiunto – sarà presentato alla Camera» il testo.
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