E’ guerra sull´autovelox “Irregolare, spegnetelo”
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fonte:
- la Repubblica
Gli autovelox fissi installati su strade cittadine – come è appunto quello di corso Moncalieri – per essere in regola dovrebbero contare sulla presenza, accanto all´apparecchio, di agenti. Insomma sono ammessi solo i tradizionali appostamenti di pattuglie munite di rilevatori: non un tutor permanente. La sentenza della Cassazione non va invece a toccare l´autovelox di corso Regina, che è sì in città, ma che possiede le caratteristiche per essere definito un viale a scorrimento veloce: ovvero, carreggiate separate e semafori agli incroci. Su corso Moncalieri, il Comune confidava che bastasse l´autorizzazione prefettizia a ovviare la classificazione stradale. «Una sentenza precedente – spiega l´assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero – ci dava ragione. Adesso chiaramente nascono dei problemi. Non spegneremo l´autovelox, ma se il prefetto ritirerà l´autorizzazione saremo costretti a disattivarlo». Dalla prefettura spengono l´allarme. «Entro due settimane – spiega il prefetto Alberto Di Pace – adotteremo un nuovo provvedimento generale che risolverà ogni problema». In attesa del nuovo decreto si profila però un limbo che darà vita a una cascata di ricorsi. Nel 2010 sono state elevate quasi seimila multe (5784 per la precisione) con un incasso che sfiora il mezzo milione. Proprio l´autovelox di corso Moncalieri aveva sollevato in occasione del debutto, nell´agosto del 2009, diverse polemiche: così l´apparecchio, inizialmente era stato tarato sul limite dei 50 chilometri orari, era poi stato innalzato ai 70. E funziona solo di notte, dalle 7 alle 21. «Mi riservo di approfondire la sentenza della Cassazione – premette Tiziana Sorriento, presidente del Codacons Piemonte – ma, in via di autotutela, consiglierei comunque all´amministrazione di spegnere l´autovelox di corso Moncalieri e di cancellare le multe in corso di notifica. Diversamente il Comune rischia, non solo di vedersi annullare i verbali emessi finora, ma anche di essere condannato per una responsabilità aggravata. Cosciente insomma dell´illegittimità dell´apparecchio, emanerebbe degli atti, sin dal principio, non validi. Costringendo il cittadino, per tutelarsi, ad accollarsi le spese di un ricorso». (e.d.b.)
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