7 Gennaio 2020

«È guerra, serve l’ Esercito a guardia degli ospedali»

operatori sanitari sconfortati dopo gli ultimi episodi di violenza
NAPOLI Rabbia e sconforto serpeggiano tra gli operatori sanitari a Napoli dopo l’ ennesimo episodio di violenza: «I colleghi hanno paura di andare a lavorare», dice il dottor Manuel Ruggiero, presidente di “Nessuno tocchi Ippocrate”, che ha denunciato il sequestro, domenica pomeriggio, di un’ ambulanza e del personale all’ ospedale “Loreto Mare” da parte di un gruppo di ragazzi per costringere gli operatori a soccorrere un sedicenne con una distorsione al ginocchio a poche centinaia di metri dal nosocomio. «Esercito? Certo, laddove nei Pronto soccorso non fosse possibile avere la polizia, unità dell’ Esercito potrebbero essere utili per arginare la violenza crescente contro il personale sanitario. È emergenza ormai», spiega ancora il medico del 118. C’ è chi parla di «guerra in corso» (come il dg della Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, che accelera, ulteriormente, per le telecamere a bordo delle ambulanze e sulle divise del personale e chiede che il governo si impegni per le proposte di legge «impantanate»), e chi preferisce non utilizzare questo termine (come il sindaco Luigi de Magistris che, tuttavia, insiste sulla necessità di «mettere il servizio del 118 nelle condizioni di lavorare in tranquillità») ma è certo che l’ escalation di violenza ha segnato un ulteriore, grave, episodio. Non nuovo, in verità, casi simili erano già avvenuti, ricordano con amarezza gli operatori, ma le aggressioni a Napoli nel 2020 – una al giorno, dal primo al 5 gennaio – fanno riflettere. Ecco il titolo del post di “Nessuno tocchi Ippocrate”: “L’ ambulanza me la vado a prendere io…”: «La postazione 118 della Stazione Centrale – si legge – si trovava al “Loreto Mare” per un intervento, improvvisamente nel Pronto soccorso entra un gruppo di ragazzi che prende di forza l’ equipaggio e lo costringe a salire in ambulanza. Con tre di questi individui a bordo (e sotto minaccia) l’ equipaggio si dirige verso la zona delle Case nuove retrostante al Loreto. Il mezzo giunge sul posto e da subito viene circondato da un’ orda di astanti inferociti che incominciano a ricoprire d’ insulti i sanitari». Pensando al peggio «il medico si fa largo tra la folla e, con stupore, trova un sedicenne con distorsione al ginocchio. Con difficoltà il medico valuta la situazione che si presenta di lieve entità. Nonostante ciò l’ equipaggio viene intimato, con minacce, a portarlo in ospedale». Una vicenda che induce il dottor Ruggiero a chiedere il ripristino dei presìdi di polizia nei Pronto soccorso, il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale al personale sanitario in servizio nel 118 e negli ospedali, l’ installazione di telecamere sia a bordo delle ambulanze sia sulla divisa. Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, chiede la presenza di posti di pubblica sicurezza di polizia nei Pronto soccorso di maggiore affluenza e vigilantes sulle ambulanze nelle aree critiche. Il Codacons sollecita scorte armate: «Un anno e mezzo fa è accaduto un analogo episodio, sempre al “Loreto Mare”; da allora non è cambiato nulla. Servono misure straordinarie».

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