16 Febbraio 2011

E già esplode la mina del televoto

E già esplode la mina del televoto
 

 Sanremo LA RAI non vuole precipitare nel televoto. Tanto per cominciare, ieri l’ Antitrust ha comminato alla tv di Stato una multa da 50mila euro (la Rai ha annunciato di voler ricorrere): non aveva adeguatamente avvisato gli spettatori del Festival dell’ anno scorso che l’ esito del televoto avrebbe potuto essere pilotato attraverso i call center. E infatti da domani (ieri e oggi vota solo la giuria demoscopica) Morandi allungherà il suo ditone ammonitorio in apertura del Festival: per avvertire gli spettatori del pericolo di teleinquinamento e per avvisare che chi verrà scoperto con le mani nella tastiera potrebbe essere sanzionato. Ma di quali strumenti tecnici di controllo dispone la Rai? «Esiste il pericolo concreto che la tecnologia dei farabutti sia più progredita di quella dei controlli», ha ammesso il direttore di Raiuno Mauro Mazza. Insomma i controlli si cercherà di farli a posteriori, e i risultati magari arriveranno tra un mese o due, ad Ariston sprangato. L’ eventuale vincitore intrallazzone verrà squalificato, come capita alle Olimpiadi? La Rai non ha risposto. Il direttore artistico Gianmarco Mazzi si è limitato a osservare: «Gli artisti qui si giocano la loro credibilità, il loro rapporto con il pubblico». Sarà. Certo è strano che la Rai fondi l’ esito del suo spettacolo di punta sul televoto e poi dica che è tutto uno scherzo. Intanto il Codacons sta avviando una class action perché chi ha votato l’ anno scorso si veda restituiti i soldi, e ha in animo di presentare una formale diffida per chiedere di sospendere il televoto di quest’ anno. Il fatto è che la Rai al televoto non intende rinunciare. Un po’ per questione d’ immagine, un po’ (parecchio) per i soldi che incassa: almeno un milione di euro. Televoto a parte, ieri Morandi appariva preoccupato come sempre, ma escludeva genti inconsulti. «No, non mi metterò più in mutande», ha rassicurato i giornalisti: «Sono passati 10 anni da quando l’ ho fatto, non ho lo stesso fisico. Allora ero molto stressato dal confronto con la De Filippi, quel gesto ci portò 11 punti di share in più. Oggi i numeri sono diversi». E MENTRE si attende quella, eventuale, nei confronti di Luca e Paolo, il primo a subire la censura è Chiambretti. Sbarcato a Sanremo per condurre una trasmissione in diretta su Radiodue contemporanea al Festival, ha visto bruscamente limitata la libertà d’ azione. Ecco come la racconta: «Pur disponendo di un pass che mi avrebbe dovuto permettere di girare ovunque, anche nel backstage, i responsabili della sicurezza mi hanno informato che non potevo uscire dal mio studio. Comunque sono intenzionato a vendere cara la pelle. Per stasera (ieri sera, ndr ) ci adatteremo inviando Tiberio Fusco in sala stampa e portando qui i giornalisti, ma per i prossimi giorni siamo intenzionati a dare battaglia, le famose Cinque Giornate di Sanremo. Anch’ io invoco il processo breve, spero in una riduzione della pena».
 

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