4 Gennaio 2002

E dopo la moneta unica arrivano i rincari

E dopo la moneta unica arrivano i rincari
Aumenti in farmacia, al cinema e dal tabaccaio. Per Federconsumatori ogni famiglia pagherà 52 euro al mese in più

Anche i produttori di farmaci starebbero cavalcando la tigre del cambio di valuta e avrebbero notevolmente rincarato i prezzi? Secondo alcune segnalazioni arrivate ieri al Codacons sembrerebbe proprio di sì. Abbiamo girato l`interrogativo al presidente dell`ordine regionale dei Farmacisti, Giuseppe Bellon. Il quale non ha negato il fatto: «Ogni anno, tra dicembre e gennaio, i farmaci non soggetti a mutualità, subiscono dei piccoli aumenti. Non vedo dunque nulla di strano in questo. Sono aumenti fisiologici». Da una empirica indagine sui prezzi di alcuni farmaci best sellers (dal Tavor all`Aspirina, passando per l`Aulin), Bellon lo dimostra: Ma mentre l`aspirina non è aumentata il Tavor sì: nel gennaio del 2000 costava 10.500 lire, il prezzo l`8 gennaio del 2001 viene aumentato a 11.000 lire. Da ieri servono 6.10 euro, ovvero 11.811 lire. 800 lire in più, perché non le solite 500? Forse i produttori tendono un po` ad approfittarsi del momento? «Forse – ammette Bellon – Ma non si può non sottolineare il fatto che, se certi farmaci sono aumentati, molti altri no. L`Aulin è diminuito e il Moment non ha subito alcuna modifica, come del resto tutti gli altri farmaci da banco».

Il rincaro dei farmaci, del resto, non è isolato: con il 1. gennaio la direzione generale dei Monopoli ha aumentato il prezzo di molte marche di sigarette, causa di discussioni in numerose tabaccherie, estranee ai rincari. Se per le Marlboro il ritocco è quasi irrilevante (nove lire), più consistente appare per Diana e Ms, aumentate di 21 lire. «Noi – spiega la presidente provinciale della Federazione tabaccai Maria Bonaldo – non le facciamo pagare per il singolo pacchetto, ma se il cliente chiede due pacchetti ci teniamo cinquanta lire. Ma gli aumenti, ripeto, sono stati voluti a Roma. E in ogni caso, nei distributori automatici, che solo a metà gennaio saranno convertiti all`euro, restano in vigore i prezzi vecchi». La lista dei rincari, del resto, è lunga, e comprende il lotto, i fiammiferi e il pedaggio delle autostrade, il parrucchiere (come denuncia il Codacons) e alcuni cinema: l`Ufficio attività cinematografiche del Comune ha deciso di aumentare a sette euro l`ingresso al Giorgione, al Mignon, la Perla del Lido e la tessera della Videoteca Pasinetti, mentre al Dante si pagheranno sei euro. Un rincaro complessivo che, secondo una stima della Federconsumatori, costerà 52 euro al mese a ogni famiglia. E tutto questo nonostante i colossi della grande distribuzione si siano impegnati a non aumentare i prezzi, e nonostante il blocco delle tariffe ferroviarie e, per quanto riguarda Venezia, dei mezzi pubblici. Per questo i consumatori continuano a richiamare i cittadini a fare attenzione a ritocchi non giustificati: come quello praticato da un autolavaggio di via Martiri della Libertà, passato senza motivo da undicimila lire a sei euro, ovvero a 11617 lire.

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