«E domani non facciamo spesa la protesta dei consumatori contro la valanga di aumenti»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Una giornata senza spendere un centesimo. Nemmeno per un gelato, una bibita o un caffè al bar. Adoc, Codacons e Federconsumatori rinnovano il loro invito ai consumatori per un`astensione di massa da qualsiasi fonte di spesa che si traduca un assottigliamento del budget familiare. Per il quinto anno consecutivo torna anche a Taranto come in ogni città lo «sciopero della spesa», una singolare forma di provocazione che le associazioni a difesa dei consumatori maggiormente rappresentative hanno inventato per sensibilizzare l`opinione pubblica al problema del caro-prezzi, dare un segnale forte dell`emergenza in atto ed evitare il dissesto definitivo dei bilanci degli italiani. Dalle 11.30 di domani sino alle 13.30, l`appello è di evitare qualsiasi acquisto, di qualunque genere, o pagamento di utenze e servizi. «Le associazioni dei consumatori – si legge in un comunicato dell`Adoc di Taranto – denunciano una situazione molto più grave rispetto alle annacquate stime dell`inflazione, con una enorme riduzione dei consumi». Si preannuncia dunque un autunno particolarmente «caldo» sul fronte dei prezzi e delle tariffe. Nel mirino gli aumenti dei prodotti e dei servizi energetici. E` stato calcolato che le famiglie saranno costrette a sborsare ben 1.000 euro in più tra carburante, prodotti al dettaglio, forniture di gas, elettricità e riscaldamento. Lo sciopero della spesa rappresenta anche un`occasione per presentare una sorta di controffensiva a caro-prezzi. Le associazioni suggeriscono di investire le Camere di Commercio di un ruolo nuovo. Essere cioè rappresentative non soltanto del mondo imprenditoriale, ma del mercato intero, svolgendo funzioni di controllo, ad esempio, su bilance o distributori di carburante, e provvedendo, successivamente, alla pubblicazione dei risultati di questa attività. Altra proposta è quella di redigere accordi di filiera tra produttori e consumatori al fine di accorciare la filiera stessa e produrre così un ribasso dei prezzi, introducendo su etichetta trasparente l`indicazione di quanto si è effettivamente risparmiato attraverso l`acquisto diretto dal produttore. Si torna poi a chiedere la diminuzione dell`Iva sul gas al 10 per cento e il blocco del cambio dei testi scolastici, con parallela diffusione on line dei testi adottati dai vari istituti di istruzione. Domenico Votano, rappresentante dell`Adoc di Taranto, fa sapere che sono state già avanzate richieste di incontro agli enti locali per discutere tutte i problemi sul tappeto e indurre le istituzioni a fare la loro parte in questa battaglia comune per contrastare aumenti uniformi e indiscriminati e favorire concorrenza e trasparenza.
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