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4 Dicembre 2002

E crolla il consumo di metano

Caldo. L?Acegas: erogati nell?ultimo mese 5 milioni di metri cubi di gas in meno

E crolla il consumo di metano

Crollati di quasi un terzo a novembre i consumi di gas metano a Trieste. E? quanto comunica l?Acegas, l?ex municipalizzata, che nell?ultimo mese ha registrato una flessione di ben il 29 per cento. La causa è semplice: le temperature prossime ai 20 gradi delle scorse settimane hanno ritardato, e di molto, l?accensione delle caldaie. Risultato: il minore utilizzo del metano influenzerà anche ogni previsione fatta un anno fa. Sono stati infatti erogati 5 milioni di metri cubi in meno rispetto al previsto. Con dicembre, tuttavia, e con il ritorno di temperature più consone alla media del periodo, si stima all?Acegas, è probabile che i consumi si stabilizzino su valori normali, portando così (secondo alcune stime) a una flessione annua più contenuta, se non addirittura a un aumento (più o meno 10 per cento).
E proprio alle prime avvisaglie del «vero» freddo di questi giorni, che l?Acegas vuole ricordare all?utenza quali sono le misure indispensabili al buon funzionamento degli impianti termici nelle abitazioni. E l?aspetto sicurezza sembra essere stato trascurato lpanno scorso viste le frequenti rotture di impianti di riscaldamento, che avevano causato esplosioni in abitazioni e condomini, nonché diversi avvelenamenti da anidride carbonica o monossido di carbonio.
In realtà, afferma in una nota l?Acegas, se tutti gli utilizzatori adeguassero gli impianti alle norme ed eseguissero annualmente la manutenzione e i controlli obbligatori, le possibilità di rischio sarebbero prossime allo zero.
Ma quali sono le «grane» più comuni? Le cause più frequenti di danno sono da attribuire innanzitutto alla scarsa ventilazione dei locali o all?incompleta fuoriuscita dei fumi di combustione. Nel primo caso, appartamenti sempre più blindati da serramenti a tenuta, fanno sì che l?ossigeno necessario alla combustione vada ad esaurirsi, se non è presente il foro aperto verso l?esterno che consente il ricambio d?aria. Il risultato è che, oltre a mancare l?ossigeno alla respirazione, manca anche alla combustione della caldaia (con produzione di ossido di carbonio) e con la conseguenza che, per riequilibrare la differenza di pressione interno-esterno, si crea un risucchio di fumi dalla canna fumaria.
L?Acegas, prosegue la nota, che come previsto dalla legge sta eseguendo i controlli delle caldaie per conto del Comune di Trieste, sta raccogliendo una base di dati sulla situazione reale.
Tuttavia sin d?ora, preoccupano alcuni dati percentuali già catalogati: il 20% degli impianti cittadini non godono di una apertura sufficiente a garantire la ventilazione, mentre quasi l?8% ne è assolutamente privo. Per le tubazioni d?uscita dei fumi, un impianto su tre non ha una sigillatura sufficiente o un posizionamento corretto.
Ecco perchè la società del gas lancia un appello, per evitare danni futuri: non attendere che Acegas vada per le case dei triestini a fare verifiche, ma garantire l?efficacia del proprio impianto rivolgendosi a personale autorizzato e competente a eseguire la manutenzione periodica.
Intanto, restando in tema di gas metano, ma sul fronte delle tariffe, da segnalare una presa di posizione delle associazioni dei consumatori di Trieste (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) per promuovere una proposta di legge che riduca l?Iva sul gas metano al 10 per cento (contro l?attuale 20%), nonché per l?eliminazione dell?Iva sull?imposta di produzione. «Il gas – si afferma in una nota – non è un bene di lusso».

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