28 Gennaio 2012

E così scoppia l’ ennesima polemica intorno al disastro del Giglio.

E così scoppia l’ ennesima polemica intorno al disastro del Giglio.

E così scoppia l’ ennesima polemica intorno al disastro del Giglio. Secondo l’ intesa raggiunta dalla società armatrice con 15 associazioni aderenti al Consiglio nazionale consumatori e utenti, è previsto un rimborso di 11.000 euro a persona, bambini compresi (anche non paganti per la crociera), oltre al rimborso integrale delle spese sostenute (tra cui costo del viaggio, transfer, spese mediche e per il rientro a casa, per un importo calcolato in circa 3.000 euro a testa). Dall’ intesa restano escluse le famiglie delle vittime e dei passeggeri feriti per i quali è stato necessario il ricovero. Per loro si dovrà tenere conto della gravità dei danni subiti. Ma al Codacons questo accordo non piace e invita esplicitamente i naufraghi della Concordia a non accettare quella che il presidente Renzi definisce “un’ elemosina” e ad aderire alle azioni legali già avviate in Italia e negli Stati Uniti. Al contrario, il segretario dell’ Unione consumatori, Dona, ritiene che quello raggiunto sia “un accordo senza precedenti per un importo complessivo di oltre 44 milioni di euro a beneficio di 3.206 passeggeri di 61 nazionalità. Una sottoscrizione storica anche per la portata mondiale di questa intesa. È bene inoltre chiarire che l’ accordo non è obbligatorio” precisa Dona. E infatti in Germania 15 superstiti e il figlio di una delle vittime si preparano ad una class action negli Usa per chiedere 160.000 dollari per i sopravvissuti e un milione per ogni deceduto. Intanto vanno avanti le indagini. Ieri il pm Verusio ha ascoltato il primo ufficiale di coperta Ciro Ambrosio, unico indagato, oltre a Schettino, per omicidio colposo plurimo. L’ interrogatorio è durato oltre cinque ore e al termine l’ ufficiale, visibilmente provato, non ha rilasciato dichiarazioni. Il suo difensore, Salvatore Catalano, ha invece detto che Ambrosio ha risposto a tutte le domande. “La Capitaneria era al corrente della rotta stabilita” ha spiegato, aggiungendo che Ambrosio non è stato sospeso dalla Costa. “È sceso per ultimo dalla sua parte, quando non c’ era più nessuno dal suo lato ed è arrivato a nuoto a riva. Quando è arrivato sullo scoglio, il comandante era già lì”. Secondo l’ avvocato, Ambrosio è indagato perché ha tenuto la rotta dalla partenza, a Civitavecchia, ma all’ avvicinarsi al Giglio “è stato esautorato dal comandante che ha deciso autonomamente”. L’ altro giorno erano stati sentiti nella caserma dei carabinieri di Grosseto altri quattro ufficiali della Concordia. Gli ufficiali in plancia con Schettino concordano su un punto essenziale: la colpa della manovra che ha portato all’ impatto della nave con gli scogli è tutta del comandante. Anzi, qualcuno di loro lo aveva pure avvertito, ma lui non avrebbe ascoltato e Schettino, a loro giudizio, “sottovalutò la situazione”. L’ ufficiale Mario Pellegrini ha fatto mettere a verbale che lui e altri due colleghi erano “concordi nel dichiarare lo stato di emergenza generale ma il comandante pareva non comprendere la gravità della situazione e insisteva a contattare Ferrarini”. Lo stesso Ambrosio avrebbe ribadito ai magistrati che disse a Schettino di accostare a dritta, ma il comandante invece continuò la rotta, aumentando anche la velocità di due nodi. E vi sarebbero state negligenze e ritardi da parte del comandante – secondo gli ufficiali – anche nell’ annunciare l’ abbandono nave; Schettino “non voleva dare il segnale di allarme generale come invece noi ufficiali volevamo”, dice a verbale il membro dell’ equipaggio Andrea Bongiovanni. Infine la Procura di Grosseto sta cercando Domnica Cemortan, la 25enne moldava che sarebbe stata vista sulla nave insieme al comandante Schettino. La ragazza, dopo un’ intervista ad alcune tv nei giorni scorsi, sembra svanita nel nulla. Intanto il commissario Gabrielli ha affermato che “ci si deve scordare che le emergenze si gestiscono a costo zero. Le emergenze costano. Finora nessun ente mi ha mandato un rendiconto. Ma è chiaro che tutte le attività svolte fino ad oggi graveranno sull’ emergenza ed è in corso un’ attività ricognitiva”. E riferendosi ai 5 milioni stanziati dal Governo, ha spiegato di non essere in grado di sapere al momento “quanto costerà l’ emergenza”. Comunque molto peserà sulla Costa “che sta già sostenendo delle spese a partire dall’ assistenza ai familiari, lo svuotamento dei serbatoi, lo smaltimento dei rifiuti. Allo stato dell’ arte Costa è interlocutore credibile e risponde in maniera tempestiva”. E ha fornito il materiale che si trova a bordo potenzialmente inquinante (a parte i detergenti che saranno resi noti successivamente). Oltre al carburante e a 1272 voci relative a cibi e bevande, sul relitto sono presenti 1.351 metri cubi di acque grigie e nere, 3.504 di acqua di mare nelle casse zavorra, 41 di lubrificanti, 10 bombole (400 litri) di ossigeno, 7 bombole (280 litri) di acetilene, 128 bombole (5.120 litri) di azoto, 104 bombole (3.929 litri) di anidride carbonica, 600 kg di grassi per apparati meccanici, 354 di smalti densi, 855 litri di smalto liquido, 293 di pittura, 50 di insetticida liquido e 1,8 chili di insetticida gel, 123 litri di induritore, 45 kg di mastice, 10 kg di impregnante, 1 tonnellata di ipoclorito di sodio, 203 metri cubi di gasolio.

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