14 Febbraio 2002

E Codacons e Adusbef propongono lo «sciopero della carne»

Mucca pazza / Alemanno ha dato corpo al suo progetto di riforma presentando un piano in cinque punti

Tramonta l`idea del ?ticket?

E Codacons e Adusbef propongono lo «sciopero della carne»

ROMA ? Quello che pare ormai certo è che sulla carne non ci sarà un ticket al consumo. Ma questo non basta a Codacons ed Adusbef ? due delle 13 associazioni che compongono il Consiglio nazionale consumatori ed utenti ? che temendo rincari indiretti che facciano entrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta propongono uno «sciopero della fettina» di tre giorni e provocano la dura reazione del ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, che ha definito la loro iniziativa «un sabotaggio del dialogo». Sul fronte della «mucca pazza» ieri è stata un`altra giornata intensa, con il ministro della Salute Girolamo Sirchia che al question time alla Camera ha chiarito una volta per tutte, e senza polemiche, che lui «non ha mai supportato l`idea di un ticket sulla carne» che «il governo non ha mai deciso» e il ministro Gianni Alemanno che si è invece impegnato in una raffica di incontri con i consumatori e con la filiera zootecnica per illustrare il suo piano per uscire definitivamente dall`emergenza Bse. E dagli incontri di Alemanno è uscita più di una novità. La principale è che il «prelievo parafiscale» proposto dal ministro delle Politiche Agricole non sarà un tassa sul consumo: sino a ieri mattina non era affatto scontato che fosse così, ma dal dialogo è scaturito il compromesso. «Per far fronte ai maggiori costi necessari a rendere strutturali e non emergenziali le misure anti Bse ? osserva Alemanno ? stiamo valutando la possibilità di introdurre, sull`esempio francese, un prelievo da applicare nei vari passaggi della catena produttiva e distributiva, modulato in modo da non tradursi in un aggravio di costi per i consumatori». Alemanno ha dato corpo al suo progetto di riforma presentando un piano in cinque punti. Il primo prevede che lo Stato, per tutto il 2002, finanzi lo smaltimento delle parti a rischio. Il secondo stabilisce interventi strutturali per la raccolta e la valorizzazione strategica dei materiali a rischio. Seguono quindi il consolidamento del sistema dei controlli, l`avvio dell`anagrafe bovina e il passaggio definitivo dei costi di delle attività di smaltimento dallo Stato alla filiera zootecnica. Proprio per finanziare questo piano Alemanno propone un «prelievo parafiscale» che potrebbe partire nel 2003 ma «solo con il consenso di tutta la filiera». In questo senso le prime reazioni sono state positive, con Confagricoltura, Eurocoltivatori ed Assocarni (l`associazione degli industriali della carne) soddisfatti delle proposte del ministro delle Politiche Agricole, che hanno trovato favorevoli anche Cia e Anca-Legacoop. Diversa invece la posizione dei consumatori, con la maggior parte delle associazioni soddisfatte che Alemanno abbia accolto la maggior parte delle loro proposte, Federconsumatori cauta e le sole Codacons e Adusberf fortemente critiche perché, osservano al Codacons, «il ministro ha proposto una imposta sugli scambi di carne tra produttori, grossisti e dettaglianti che finirebbe per concretizzarsi in un aumento del prezzo al consumatore». Adusbef e Condacons hanno così scelto la strada dello sciopero. «Ci siamo dichiarati aperti al confronto al punto da mettere in discussione la nostra proposta, che comunque secondo un sondaggio della Swg riscuote il consenso del 58% degli italiani ? replica Alemano ? e questo è il risultato? Lo sciopero è una idea velleitaria dalla quale mi auguro che le altre associazioni si dissocino mantenendo l`impegno di responsabilità e di dialogo assunto oggi».

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