29 Maggio 2021

E’ caccia a due soci per la nuova Alitalia

 

 

Aerei e personale di volo ceduti direttamente dalla vecchia Alitalia alla nuova; uno spezzatino che preveda tre diverse società, con un partner di minoranza per i servizi di terra e uno di maggioranza per la manutenzione (la napoletana Atitech in lizza); un bando di gara per acquistare il marchio storico. Nello schema di massima definito nell’accordo politico tra Commissione Ue e governo per il lancio della newco Ita, l’ennesima incognita sul tavolo della trattativa infinita con Bruxelles sono i biglietti già venduti o che saranno venduti nelle prossime settimana da Alitalia: secondo gli uffici di Margrethe Vestager non potranno essere trasferiti da una compagnia all’altraaltra, in nome della discontinuità da garantire per evitare di mettere in conto alla newco gli aiuti di Stato da 1,3 miliardi di euro concessi alla vecchia compagnia. Ai tempi di Cai e dei “capitani coraggiosi” non si pose il problema, che oggi invece deve essere affrontato. Naturalmente, però, nessuno vuole correre il pericolo che a pagare il conto della crisi societaria siano i viaggiatori, che già oggi potrebbero percepire come rischioso prenotare con la compagnia di bandiera. Per questo il ministro Giancarlo Giorgetti aveva posto il tema già al vertice di mercoledì a Bruxelles. Oltre alle soluzioni pensate nelle prime ore – ad esempio il rimborso con un fondo ad hoc, che però non piace perché lascerebbe appiedati i clienti e costerebbe altri soldi alle casse pubblicheora sul tavolo di Sviluppo Economico e Ita c’è l’ipotesi che prevede di far finire all’asta anche i pacchetti di biglietti acquistati:a “comprare” le prenotazioni sarebbe Ita, che poi dovrebbe garantire i viaggi. Gli utenti vedrebbero tutelate le loro vacanze e sarebbe salvaguardato il principio di una procedura competitiva, affiancata a quella per l’assegnazione del marchio. Una soluzione andrà trovata in fretta, perché il rischio da scongiurare è quello di disincentivare i clienti dallo scegliere Alitalia nei prossimi mesi, prima e dopo il decollo della nuova compagnia (ieri il Codacons ha soffiato sul fuoco dicendosi pronto a fare «denuncia in Procura per truffa, frode in commercio e appropriazione debita»ea promuovere «una valanga di ricorsi», mentre Assoutenti ha minacciato di ricorrere alla Corte europea). Toccherà ad Ita avanzare la proposta risolutiva a Bruxelles. Il nuovo assetto I tecnici della Commissione europea e dei ministeri coinvolti ora avranno tre-quattro settimane per definire l’impianto della nuova compagnia insieme a Ita, con l’obiettivo di vederla decollare ad agosto (inoltrato, con ogni probabilità). Sullo spezzatino non ci sono più dubbi, secondo uno schema che su questo non è troppo dissimile dal piano industriale presentato lo scorso inverno dall’amministratore delegato Fabio Lazzerini (nel complesso, invece, il piano è da rivedere ampiamente dopo i paletti piantati da Bruxelles). Nessuno invece si sbilancia ufficialmente sui numeri di aerei e personale. Ma la frammentazione in tre società e il ridimensionamento portano con sé stime piuttosto precise, secondo le quali non si andrà oltre i 3.500 addetti nella nuova compagnia. Un bagno di sangue sul fronte occupazionale.I sindacati insistono perché tutti i dipendenti possano entrare in Ita, ma per molti di loro la strada è tracciata e prevede il passaggio nelle nuove società. La platea degli esuberi e dei pensionamenti è attesa attorno alle 5 mila unità.

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