14 Giugno 2003

E c?è chi specula: stangata su minerale e bibite


Temperatura d?inferno, e c?è chi specula sui nostri bisogni elementari. Sale alle stelle il prezzo dell?acqua minerale, le bottiglie vengono vendute singolarmente anziché nelle confezioni da sei pezzi con lo sconto, e ci sono pure negozianti che pretendono un surplus se la bibita viene acquistata fredda anziché a temperatura ambiente. E se entriamo dal fruttivendolo ci sembra di varcare la soglia di una gioielleria.
«È da una settimana che riceviamo segnalazioni di questo tipo dai consumatori – denuncia l?avvocato Giuseppe Ursini, fiduciario Codacons Napoli – così abbiamo deciso di avviare un?indagine a campione negli esercizi commerciali, cominciando dal Vomero e dal centro storico, ma pare proprio che la situazione sia comune a tutta la città. È uno scandalo e nessuno interviene».
Ecco cosa viene fuori dallo studio del Codacons. La confezione di acqua minerale da sei bottiglie dovrebbe essere venduta, tutta intera, a 2,45 euro. Alcuni negozianti, invece, smerciano pezzi singoli al prezzo unitario di 70 centesimi. Se la bottiglia è stata tenuta in fresco, viene chiesto un ulteriore contributo di 6 centesimi.
Ancora più feroce la stangata sulle bibite. Se chi le acquista preferisce il prodotto conservato in frigorifero, per consumarlo subito e provare un po? di ristoro, può ritrovarsi un sovrapprezzo che in certi casi raggiunge i 20-22 centesimi. La minerale da mezzo litro? Oro colato. Da 35 centesimi abbiamo già raggiunto quota 50.
Rincari record anche nel settore frutta e verdura. «L?aumento dei prodotti di stagione coltivati in Campania è assolutamente ingiustificato – continua l?avvocato Ursini – albicocche, pesche e pomodori, che in questo periodo giungono a maturazione e dovrebbero quindi costare meno, si vendono a 2 euro, 2 euro e mezzo al chilo. Non soltanto nei negozi delle cosidette ?zone bene?, ma anche nei quartieri popolari».
Ventilatori e condizionatori? Pare che anche in questo settore si raggiungano tariffe stellari.
«Dipende dai commercianti – precisa Ursini – alcuni mantengono un prezzo accettabile, altri approfittano dell?eccezionale ondata di caldo per ?ritoccare? i cartellini. Ma la vera speculazione, insisto, è quella sui generi di prima necessità. Fa caldo, bisogna bere di più, consumare più frutta e verdura? Arriva la stangata».
Come difendersi? «Pare ci sia ben poco da fare. Il Comune ha istituito un osservatorio sui prezzi, uno sportello dei consumatori. Ma a cosa servono tutte queste iniziative se la legge non consente, poi, di perseguire i commercianti scorretti? Una volta era possibile contravvenzionare o addirittura ritirare la licenza, adesso non ci resta che sottostare al ricatto. Vergognoso».

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