9 Dicembre 2004

E c`è chi propone di anticipare gli sconti

Calmiere sui prodotti alimentari
i commercianti sperano in un`impennata delle vendite.

E c`è chi propone di anticipare gli sconti

Si avvicina il Natale e i commercianti sperano in una impennata delle vendite, dopo mesi di crisi. Siamo in clima natalizio, e con l`arrivo della tredicesima c`è chi comincia a fare a fare un pensierino su qualche regalo o altre spese. Si vede tanta gente in giro, ma molti guardano le vetrine e sceglieranno più avanti cosa comprare o regalare. Nel settore dell`abbigliamento c`è chi annuncia che aspetterà gli sconti di gennaio per fare acquisti: da qui la proposta di qualche associazione, di potere anticipare la data di avvio ufficiale delle campagne promozionali.
L`aumento del costo della vita ha suscitato una serie di reazioni da parte dei cittadini. Quello che ha comportato la stretta della cinghia da parte dei consumatori è anche la famosa spesa al supermercato. Si cerca di risparmiare su qualsiasi prodotto comparandolo con altri comunque di qualità, ma al minor prezzo. Del resto i dati del censimento Istat del 2001, hanno confermato come ogni nucleo familiare spenda mediamente ogni mese circa 420 euro per sostenere le spese alimentari. Una bella somma questa che i consumatori vorrebbero vedersi ridurre con la collaborazione dei commercianti e delle grandi distribuzioni alimentari.
Uno scenario di incertezza questo che sicuramente non giova ai consumatori né tantomeno ai personaggi principali della filiera di prodotti di largo consumo, che chiedono un ritorno di fiducia da parte dei consumatori. Di blocco dei prezzi e altro ancora ne abbiamo parlato con Angelo Agliata, responsabile marketing di una catena di supermercati.
«Percepito il problema del rincaro generale dei prezzi, che ricadeva principalmente su questo settore, abbiamo capito che se non potevamo risollevare la crisi, potevamo dare un respiro di sollievo agli utenti – dice Agliata – E lo abbiamo fatto avendo istituito un protocollo d`intesa con le associazioni dei consumatori a livello regionale, ossia Adiconsum, Adoc, Codacons, Federconsumatori e Unione consumatori. Con loro abbiamo stabilito, nel settembre 2003, l`istituzione di un carrello della spesa a prezzi bloccati. Consiste in un paniere di 300 prodotti scelti tra i più richiesti e bloccarne il prezzo per circa tre mesi e, allo scadere di questa data, si rielabora l`offerta con le varie associazioni di categoria. Non è certo una ?spesa del povero?, se pensa che abbiamo messo pure lo champagne. Una selezione accurata dei prodotti per non stravolgere le abitudini dei clienti, che hanno risposto in maniera eccellente anche alle varie promozioni settimanali».
– Il presidente nazionale della Confcommercio, Billè, ha invitato i commercianti ad abbassare i prezzi. La vostra operazione si ferma qui o avrà un seguito?
«Devo dire che la nostra proposta si è mossa in anticipo sul piano nazionale e che comunque è un progetto innovativo rispetto ad altre catene di distribuzione a cui, vendendo prodotti con il loro marchio, verrebbe più facile attuare strategie di questo tipo. La proposta c`è e resta. A tutela effettiva del consumatore abbiamo anche istituito una commissione che avrà l`obbligo di vigilare e monitorare i prezzi oltre ad osservare le preferenze dei clienti.
-Sembra che una esperienza del Nord, come la ?spesa in comune?, stia prendendo sempre più corpo nella nostra città.
«Una esperienza buona, direi. I cittadini hanno capito che il rincaro della vita e i pochi controlli sull`aumento dei prezzi, hanno comportato non poche ristrettezze nei bilanci familiari. Una forma di pianificazione delle spese innovativa».

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