1 Maggio 2010

E aumenta la pressione dei prezzi

A ltro che deflazione. Il peggio della crisi è da poco alle spalle e già i prezzi spiccano il volo. In Italia sono cresciuti ad aprile dell’ 1,5%, come non si vedeva dal febbraio 2009 e in linea con la media dell’ Eurozona. Il dato preliminare è stato comunicato ieri dall’ Istat. Secondo due associazioni di consumatori, Adusbef e Federconsumatori, il rialzo si traduce in una stangata da 450 euro a famiglia. A pesare come previsto sono soprattutto gli aumenti del carburante (+16,7% la benzina in un anno, +15,9% il gasolio), mentre a sorpresa calano gli alimentari, dello 0,1%: è la prima volta dal 2005. La crescita dell’ 1,5% nella zona euro, segnalata ieri da Eurostat, è ancora al di sotto della soglia di tolleranza fissata dalla Bce (2%), il che fa ben sperare per un mantenimento degli attuali tassi d’ interesse competitivi. Tuttavia l’ aumento dei prezzi rischia di colpire i consumi in un momento di fragile ripresa economica, senza contare che il tasso di disoccupazione è stabile al 10% nella regione e in salita all’ 8,8% nel nostro Paese. Il rialzo dell’ inflazione «non è una buona notizia, anche perché arriva in assenza di una crescita dei consumi», ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, chiedendo una «appropriata discussione sulle conseguenze della crisi». Solo pochi mesi fa, a luglio, la variazione era risultata nulla per la prima volta dal 1959, ed era lecito aspettarsi una pur lieve diminuzione (deflazione appunto) nei mesi successivi. I prezzi invece hanno ripreso a salire, fino all’ 1,4% del mese scorso. Rispetto a marzo l’ aumento è stato in aprile dello 0,4%. Al netto della componente energetica l’ inflazione annua è stata dell’ 1.3%. Il comparto ha fatto registrare un aumento del 4,9% rispetto all’ aprile 2009. Sempre su base annua gli incrementi più sostenuti si segnalano nei capitoli trasporti (+5,4%), altri beni e servizi (+2,8%), e istruzione (+2,5%). Prezzi stabili per i servizi sanitari, mentre variazioni annue negative si sono registrate per le comunicazioni (0,7%) e per i prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1%). «Tutto ciò è gravissimo – si legge in una nota di Adusbef e Federconsumatori – dal momento che l’ aumento dei prezzi avrà pesanti ricadute, non solo sul benessere delle famiglie, che, con un tasso di inflazione all’ 1,5% su base annua, dovranno far fronte a maggiori spese di 450 euro annui, ma anche sull’ intera economia del nostro Paese». Per il Codacons anche la leggera flessione degli alimentari dimostra che «in Italia non siamo in un libero mercato. Le vendite al dettaglio dei prodotti alimentari, infatti, sono letteralmente crollate. L’ ultimo dato ufficiale è 1% rispetto al mese precedente e -3,3% rispetto al 2009. Con questo trend i prezzi avrebbero dovuto precipitare e non rimanere sostanzialmente fermi. Se non è avvenuto è perché in Italia, anche nel settore del commercio, le regole sono state fatte per impedire la concorrenza e non per facilitarla». L’ inflazione in aprile è cresciuta dell’ 1,5%, una stangata da 4650 euro a famiglia. A pesare sono soprattutto gli aumenti del carburante (+16,7% la benzina in un anno), mentre a sorpresa gli alimentari calano dello 0,1%

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