23 Marzo 2007

E` arrivata ora la bocciatura definitiva del provvedimento Turco

Roma. Dopo la sospensione del 15 marzo, è arrivata ora la bocciatura definitiva del provvedimento Turco che innalzava da 500 milligrammi a un grammo la quantità massima di detenzione di cannabis al di là della quale scattano le sanzioni penali. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio entrato questa volta nel merito del provvedimento ministeriale dello scorso 13 novembre che innalzava il quantitativo massimo espresso in principio attivo, che può essere detenuto per uso esclusivamente personale. I giudici hanno così accolto il ricorso proposto dal Codacons, dall`Associazione Articolo 32 e dall`Aidma (Associazione italiana per i diritti del malato). Nella motivazione dell`atto, dicono i giudici del Tar, il decreto “non spiega le ragioni delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti tecnici specifici sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in questione“. In pratica non viene considerato congruo il raddoppio delle quantità perchè non supportato da adeguamenti tecnico scientifici. Immediata la risposta del ministero che ritiene necessario considerare annullamento anche del decreto “Berlusconi-Castellì dell`11 aprile 2006 che per primo stabiliva i quantitativi massimi detenibili ad uso personale. Il procedimento seguito è stato identico anche se ha portato all`individuazione di diversi valori di riferimento; per di più il provvedimento dell`aprile 2006 ha costituito e costituisce la base di origine dell`iniziativa governativa, sulla cui scia si è poi collocato il successivo provvedimento“. Per Livia Turco il Governo deve “procedere sollecitamente alla modifica della legge Fini-Giovanardi“. Sostegno al ministro della salute è arrivato dal ministro della Solidarità Sociale, Paolo Ferrero secondo il quale il decreto era “corretto“, poiché la sua finalità era “quella di evitare che la gente rischiasse di andare in galera come spacciatore quando invece era semplicemente consumatore di qualche spinello“. Oltre ad un ricorso è “urgente fare una legge che rivisiti la materia“. L`opposizione è contraria al ricorso preannunciato dal ministro Ferrero. Per Carlo Giovanardi, firmatario del decreto sulle droghe del governo Berlusconi, “la decisione del Tar del Lazio che ha annullato il decreto Turco è un atto dovuto, nel momento in cui è apparso chiaro che questa decisione è stata assunta senza nessuna motivazione di ordine tecnico scientifico“. Duri i commenti di Forza Italia: secondo Domenico Di Virgilio, capogruppo in commissione Affari Sociali della Camera, “è una bocciatura, quella del Tar, che conferma la gravità della scelta assunta dalla Turco che rappresentava un pericolo per tanti giovani e per le loro famiglie. Torno a chiedere, anche a nome degli altri componenti di Forza Italia della commissione Affari Sociali della Camera, le dimissioni del ministro della Salute“. Sul fronte della maggioranza Daniele Capezzone, esponente della Rosa nel Pugno, sostiene che “quel che è grave è l`automaticità, la sistematicità, la naturalezza con cui si assiste al fenomeno di una magistratura che interviene creando diritto, entrando nel campo del parlamento e del governo“.Per Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama “resta, ed è quanto mai urgente, il problema di correggere e rivedere la Giovanardi-Fini“.

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