17 Maggio 2018

È allerta spread, il patto Lega-M5s spaventa la Borsa che cede il 2,32%

la forbice tra btp e bund si allarga fino a 151 punti mentre torna il rischio di un aumento dell’ iva e intanto sale la benzina
Le incertezze sul governo M5s-Lega fanno tremare lo spread e la Borsa di Milano. I mercati vogliono vederci chiaro sul “contratto” che deciderà il programma di un eventuale esecutivo giallo-verde. In particolare dopo che una bozza ha rivelato l’ intenzione (poi smentita) di chiedere alla Bce un taglio da 250 miliardi del debito italiano o di chiedere regole per l’ eventuale uscita dall’ euro. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi è schizzato ieri fino oltre i 150 punti base, chiudendo a 151 punti, mentre Piazza Affari ha ceduto il 2,32%, tirato a fondo dalle banche. I banchieri chiedono di mantenere la calma, sperando che le turbolenze siano momentanee. «Aspettiamo un accordo», ha detto il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, che ritiene che le tensioni siano solo momentanee. Meno prudente il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che ha già chiesto chiarezza sulle risorse dalle quali M5S e Lega avrebbero intenzione di attingere: «Attuare una politica solo redistributiva prescindendo dall’ economia reale e scaricando i costi su lavoro e impresa sarebbe un errore madornale che potrebbe portare il Paese allo schianto» aveva spiegato Boccia, avvertendo che «non possiamo distribuire ricchezza senza averla prima prodotta». E i mercati rispecchiano le preoccupazioni del numero uno di viale dell’ Astronomia. Lo spread Btp-Bund ieri è aumentato di oltre il 16%, testando un massimo intraday a 152,8 punti base, con un allargamento dei rendimenti che non si vedeva dal luglio 2017. I titoli del Tesoro italiani a 10 anni sono arrivati fino al 2,12%. Anche l’ euro è finito sotto pressione e nel pomeriggio ha perso la soglia psicologica di 1,18 dollari, con un’ escursione fino a 1,177. Gli investitori potrebbero tranquillizzarsi vedendo ancora il governo Gentiloni per un po’ al suo posto. Anche perché i mercati pensavano ormai limati i punti più estremi dei programmi dei due partiti “vincitori”. «Provano a fermarci coi soliti ricatti dello spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee», risponde il leader della Lega Matteo Salvini su Facebook. Intanto in assenza di un governo l’ Italia non deve temere solo per lo spread. Entro fine anno c’ è da mettere mano alle clausole di salvaguardia europee, trovando 12,4 miliardi di euro per evitare il balzo automatico dell’ Iva al 24,2% nel 2019. Tutto questo mentre i prezzi della benzina, sostenuti dal caro petrolio per le tensioni tra Iran e Usa, rischiano di creare ulteriori problemi alla ripresa. Secondo il Codacons, benzina e diesel risultano in aumento rispettivamente del 2,8% e del 3,3% rispetto a un mese fa. n.

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