E adesso Mr. Prezzi sfida l`inflazione
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Un mix esplosivo, se coniugato con i rischi di recessione. È quello che l`inflazione in crescita potrebbe creare nell`economia italiana. È il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni a sottolineare il pericolo. «L`inflazione mette in difficoltà la nostra economia, già di per sé molto fragile e indebolisce il reddito delle famiglie – ha spiegato Bonanni -. Senza calcolare l`impatto che l`innalzamento dell`inflazione ha su un debito pubblico molto alto». C`è preoccupazione per il costo della vita che aumenta. E non solo tra i sindacati.
«Ci preoccupa perché rischia di associarsi a una fase di bassa crescita economica – ha dichiarato Emma Marcegaglia, vicepresidente di Confindustria -. Una dinamica di prezzi elevati e di scarso sviluppo rappresenta uno scenario pericoloso. Si percepiscono segnali negativi come la riduzione del potere d`acquisto delle famiglie e dei margini delle imprese». «Le analisi – ha aggiunto Marcegaglia – ci dicono che si tratta in grandissima misura di inflazione importata, alimentata in particolare dalle fonti energetiche e dalle materie prime alimentari. Occorre reagire con scelte coerenti». Altrimenti si rischia il «declino», come scritto sul Financial Time. Si pensa così a una «ricetta». «La valanga del carovita ha assunto proporzioni che richiedono una mobilitazione dei ceti più colpiti, pensionati innanzitutto ma anche famiglie popolari, donne sole e con figli a carico, giovani precari, cassintegrati senza prospettive di reimpiego: un popolo sempre più sommerso da un catastrofico impoverimento di massa», ha dichiarato il segretario della Cisl-Fnp, Antonio Uda.
Di certo c`è che gli aumenti hanno cambiato le abitudini alimentari degli italiani. «Gli incrementi di prezzo registrati nell`ultimo periodo nel settore carni, e che superano il 10% solo per il pollame, hanno determinato una sostanziale modifica delle abitudini alimentari degli italiani i quali, di fronte ai rincari, hanno tagliato i consumi», ha rilevato in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. In questo modo, «diminuisce dalle tavole delle famiglie la carne bovina (-4%), suina (-7%) e pollame (-6,5%)». Ma buone notizie sarebbero in arrivo per i consumatori italiani: a breve potrebbe verificarsi un raffreddamento dei prezzi di pollo e tacchino. Parola del Garante per la sorveglianza sui prezzi, Antonio Lirosi, che a conclusione dei lavori del tavolo della filiera zootecnica, ieri ha sottolineato come dall`inizio dell`anno si siano concretizzate le condizioni per un raffreddamento dei costi, «sia dal lato della produzione che dell`ingrosso».
Elisabetta Martorelli
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