17 Settembre 2004

E a Roma per molti pensionati il “no cumprà“ è realtà di tutti i giorni








ROMA Pochissimi lo sapevano, pochi hanno aderito consapevolmente, molti hanno aderito indirettamente. Questi ultimi sono la stragrande maggioranza dei consumatori, quelli che in effetti lo sciopero della spesa lo fanno ogni giorno, privandosi alternativamente di una cosa o di un`altra. Insomma, il “no cumprà“, fa parte della realtà quotidiana della gente. Comunque, l`invito a non acquistare, (siamo già alla quarta edizione dello sciopero della spesa), un suo significato lo ha, non fosse altro per ricordare a chi specula sui prezzi che la pazienza dei consumatori ha un limite. Hanno cercato di ricordarlo ieri con una manifestazione congiunta in piazza Montecitorio la Coldiretti insieme alle quattro associazioni dell`Intesa dei consumatori.
«Iniziativa meritevole ma purtroppo debole – commenta Daniela Valentini, assessore capitolino al Commercio – perché al disagio delle famiglie dovrebbe corrispondere un`azione seria e unanime del governo, degli enti locali, delle associazioni e dei sindacati. Non contro i commercianti, perché il carovita ha coinvolto tutti, ma per impostare una concreta politica di contenimento dei prezzi. In questa esigenza si inquadra l`iniziativa del comune “Roma spende Bene“, il paniere con 65 prodotti di prima necessità, per il quale stiamo riscontrando risultati molto positivi».
«Qui anche con la pioggia ci sono state le solite file alla cassa» dice Anna Di Bernardini, dipendente da Castroni, in viale Cola di Rienzo. «E` un giorno di acquisti come un altro» secondo Stefano De Felici, titolare di un alimentari in via Cavour, che aggiunge. E ancora: «Dalle 8 alle 10 non c`è stata la solita ressa – ammette Laura Cantioni, dell`omonimo bar in via Cola di Rienzo – ma per colpa del maltempo». «Oggi come gli altri giorni i romani acquistano meno. Se gli stipendi sono quelli di sempre non è colpa nostra» tuona Giulia Imbragnio, con un banco di frutta nel mercato di piazza dell`Unità.
Così i consumatori: «Acquisto oggi per pagare domani» è la soluzione di Brunella Durante, pensionata, che si affida al “fine mese“. «Si allo sciopero ma servono controlli sui prezzi» spiega Maria Luisa Federici, 75 anni, casalinga. «Lo sciopero? Con sei figli non posso farlo» ammette Paola Nannini, casalinga. Per Cesare Pambianchi, neo presidente della Confcommercio Lazio, si tratta di «una iniziativa senza senso. Quello che preoccupa davvero è la crisi dei consumi, non sempre legati agli aumenti dei prezzi».

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