24 Maggio 2021

Duri i legali di Codacons contro la sentenza del Gip

Duro  il  commento  sull’archiviazione  degli  avvocati  di  Codacons  (Guarini,  Sola,  Grupallo,  Gabrielli,  Guglielmana,  Maioli)  che  rappresenta  500  denuncianti.  Secondo  legali,  numeri  delle  cremazioni  eseguite,  le  confessioni  di  chi  è  stato  già  condannato  nel  procedimento  le  evidenze  scientifiche  prodotte  dai  nostri  consulenti,  portano  ad  una  conclusione  ben  diversa.  Quella  nota  tutti  ma  asseritamente  non  dimostrabile,  se  non  nel  cuore  delle  famiglie  coinvolte,  raccontata  più  credibilmente  nei  servizi  de  “Le  Iene”  che  nelle  indagini  svolte  dalla  Procura.  Secondo  la  magistratura  penale  il  fatto  è  vero  ma  non  c’è  la  “prova  provata”  che  le  cremazioni  multiple  ed  in  serie  siano  avvenute  in  danno  proprio  di  chi  ha  presentato  querela.  pretesa  indimostrabilità  dell’identità  delle  vittime  è  solo  una  suggestione,  perché  al  contrario  vi  sono  in  atti  elementi  già  ora  più  che  sufficienti  per  individuare  nominativamente  le  persone  cremate  senza  alcun  rispetto  delle  regole.  Pretendere  poi  la  “prova  provata”  nella  fase  delle  indagini  significa  capovolgere  il  ragionamento  giuridico  negare  un  principio  sacrosanto,  ossia  quello  secondo  cui  la  prova  si  forma  in  dibattimento.  Anche  il  metodo  di  selezione  ed  esclusione  delle  persone  offese  per  cui  celebrare  meno  il  processo,  adottato  dal  Pubblico  ministero  avallato  dal  Gip  – basato  sulla  sola  individuazione  delle  bare  oggetto  delle  videoriprese  – risulta  discutibile  non  rispondente  alle  regole  di  logica  giuridica  che  trovano  quotidiana  applicazione  nei  processi  laddove  non  è  necessario  trovare  l’omicida  davanti  al  cadavere  con  in  mano  il  coltello  per  celebrare  un  processo.  Leggere  poi  che  cremare  due  bare  contemporaneamente  non  costituisca  crimine  è  aberrante  perfino  pericoloso  per  la  deriva  che  ne  può  conseguire.  Gravissimo,  infine,  leggere  che  consulenti  delle  parti  offese,  il  Generale  Luciano  Garofano  il  Professor  Marzio  Capra,  grandi  esperti  in  materia  di  genetica  forense  livello  internazionale  che  hanno  risolto  gialli  nazionali  che  parevano  irrisolvibili,  abbiano  aderito  in  gran  parte  alle  tesi  del  consulente  del  Pubblico  Ministero:  così  non  è  perché  molte  conclusioni  della  consulente  Cristina  Cattaneo  sono  state  contestate  con  tesi  esplicate  con  dovizia  di  particolari,  tanto  da  risultare  diametralmente  opposte.  Sebbene  possa  essere  comprensibile  l’esigenza  di  abbattere  il  carico  penale,  non  possiamo  accettare  che  ancora  una  volta  le  parti  offese  siano  spinte  rivolgere  le  loro  richieste  in  sede  civile,  perché  ciò  significa  dimenticare  che  le  vere  principali  aspettative  delle  vittime  non  sono  nel  risarcimento  del  danno,  ma  nell’affermazione  delle  responsabilità  penali  della  verità,  su  condotte  così  aberranti  ed  in  danno  di  così  tante  persone.  (…) Confidiamo  che  la  giustizia  civile  saprà  invece  individuare  in  modo  più  esteso  attento  chi  si  è  reso  responsabile  di  questi  fatti,  chi  aveva  precisi  obblighi  di  controllo  sul  funzionamento  di  un  servizio  pubblico  tanto  sensibile  come  le  cremazioni,  condannare  severamente  gli  uni  gli  altri,  economicamente  moralmente.  Si  apriranno  nuovi  fronti  della  battaglia  giudiziaria  sullo  scandalo  del  Tempio  Crematorio  di  Biella,  ma  l’obiettivo  nostro  delle  tante  famiglie  che  pretendono  di  sapere  la  verità  è  sempre  lo  stesso. 

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