21 Novembre 2002

Dura vita da pedone

Dura vita da pedone

Le strade di Milano diventano ogni giorno più pericolose. Il bilancio degli incidenti, molto spesso mortali, si fa sempre più pesante. Colpa del traffico impazzito, dell`alta velocità, di automobilisti indisciplinati, di regole che nessuno rispetta o fa ripettare. Non esiste più sicurezza per i pedoni: le strisce. ad esempio, sembrano diventate solo un motivo cromatico, utile e interrompere il grigiume dell`asfalto. Chi, per caso, dovesse avventurarsi ad attraversarle, non potrà mai essere sicuro di passare indenne dall`altra parte.
La cronaca di questa vera e propria guerra metropolitana, si fa sempre più pesante. Dopo la morte dell`anziana donna del Lorenteggio (Caterina Zingarelli, 79 anni), investita mentre attraversava a braccetto con la sua badante e un`amica, le strisce all`angolo con via dei Giaggioli, si registra lo scontro con un ferito grave, avvenuto ieri in viale Toscana, tra un`auto e una moto (nella foto).
Ormai siamo all`emergenza stradale: un`emergenza che, finora, non ha trovato risposte e rimedi adeguati. Da più parti si levano richieste di interventi, polemiche, proteste. Tutto inutile, come inutile è stata, per anni, l`invocazione dei cittadini residenti nei pressi dell`incrocio maledetto di via Lorenteggio, di installare un sistema semaforico “intelligente“, cioè utile per far scorrere regolarmente il traffico, ma pronto a proteggere i tanti pedoni che attraversano. Molti cittadini accusano di insensibilità gli amministratori comunali. «Ormai sono anni che chiediamo d`intervenire con semafori per pedoni: abbiamo anche presentato una petizione con tante firme. Non abbianmo ottenuto risposta». Non è andata meglio, finora, neppure a un`associazione di consumatori come il Codacons che da tempo invia, regolarmente, lettere di denuncia e di proposte al Comune.
L`ultima è di 15 giorni fa e, tra gli altri guai, denunciava proprio la difficoltà che hanno i pedoni nell`attraversare le strade: l`esigua durata del verde e il giallo che resta sospeso come un sospiro. Ma, si sa: come abbiamo già commentato altre volte in passato, la Grande Milano dispone d`un sistema semaforico tra i più “cretini“ o, forse, il “più cretino in assoluto“ di tutto il globo.
Altro che semafori intelligenti, a “onda verde“ o sincronizzati: nella città “capitale morale e economica d`Italia“ il vigile lampeggiante butta sul tavolo (cioè, sulle strade) i suoi tre colori a casaccio, senza alcuna logica. «Ci chiediamo – dice l`avvocato Marco Donzelli, presidente del Codacons – come mai a Milano non esistono sottopassaggi pedonali, nemmeno in corrispondenza di strade a doppia corsia per senzo di marcia. Solo le stazioni del metrò salvano i pedoni dagli incroci pericolosi».
E l`azione dei vigili urbani? «Inesistente anche quella. L`unica preoccupazione del Comune è incassare i soldi facili con le multe».

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