Dura selezione alla scuola «De Filippi»
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fonte:
- Corriere della Sera
La «De Filippi» è ormai il nome di una scuola, come si dice liceo «Manzoni» o il «Tasso» o il «Visconti». Entrare alla «De Filippi» vuol dire realizzare il sogno di ogni insegnamento (coltivare un?anima perché meriti di partecipare all?universo) e di ogni propedeutica (avere un?occasione di lavoro): molti i chiamati, circa 26.000 aspiranti, pochi gli eletti, 26 allievi. E poi qualcuno dice che la tv moderna non è più pedagogizzante! Non lo è mai stata in modi così evidenti e determinati, anche se capovolti. Lo speciale «Amici di Maria De Filippi» (Canale 5, domenica, ore 20.45) serviva a selezionare la scolaresca che a settembre inizierà il ciclo regolare di lezioni di canto, ballo e recitazione e, insieme, a spiegare i metodi educativi, una vera sfida al ministro Letizia Moratti. Nel senso che la De Filippi, intesa come scuola e come preside, non riconosce pedagogie ministeriali, non conosce materie inutili (tipo italiano o filosofia) né voti, né debiti o crediti formativi. Mascherata da «scuola democratica» (gli allievi possono dire la loro, c?è l?assemblea parenti/genitori, c?è persino il rappresentante Codacons), la «De Filippi» è dura selezione, è prova su prova, è giudizio insindacabile. Si propone di insegnare a servire il mondo dello spettacolo, l?abietto piacere di annullarsi, da professionisti, nella tv. Per questo, probabilmente senza che la signora preside ne abbia cognizione, il modello educativo cui si rifà la scuola è l?Istituto Benjamenta descritto in «Jakob Von Gunten»: invece di formare una personalità, come si dice nello stanco gergo pedagogico, la dissocia e la rimodella con l?aiuto dei «professori», per creare tante figlie di Maria. Di qui il meritato entusiasmo che circonda la «De Filippi».
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