20 Ottobre 2015

Duello grattino scaduto: ancora multe annullate Ma il Comune tira dritto

Duello grattino scaduto: ancora multe annullate Ma il Comune tira dritto

palazzo carafa pagherà le spese legali. foresio: «cittadini danneggiati». l’ assessore non cambia
• Non va pagata la multa di 41 euro e venti centesimi per il “grattino” scaduto. Ma andrebbe saldato il corrispettivo dei minuti/ore trascorse da quando il “grattino” scade. Lo ha detto la sentenza del giudice onorario civile del Tribunale di Lecce, l’ avvocato Antonella Santoro, nella sentenza che ha annullato il verbale del 13 aprile scorso trovato da un avvocato sul parabrezza della sua Mercedes parcheggiata in via Colonnello Costadura. La sentenza ha stabilito inoltre la condanna di Palazzo Carafa al pagamento di 150 euro fra spese e compenso professionale. La decisione che sarà guardata con un certo interesse da tutti coloro che si trovano spesso a che fare con il problema di dover prendere una pausa dal lavoro o un impegno di famiglia per provvedere a pagare un nuovo ticket per la sosta nelle strisce blu, è frutto del ricorso presentato dall’ avvocato Sergio Santese nel ruolo di legale e ricorrente. Il processo ha stabilito un principio che – dice il giudice – tiene conto dell’ indicazioni fornite dal Ministero dei Trasporti alle richieste arrivate dal Comune di Lecce: se non c’ è limite all’ orario di sosta, se si può parcheggiare dalle 9 di mattina alle otto di senza alcuna limitazione, allora l’ automobilista dovrà pagare “per quell’ ulteriore intervallo temporale in cui si è protratta la sosta” con il “grattino” scaduto. “Non integra una violazione del codice della strada, bensì configura una inadempienza contrattuale che comporta all’ amministrazione creditrice un recupero delle tariffe non riscosse”, dice la sentenza. Diverso il principio adottato per le zone dove il parcheggio nelle strisce blu è limitato in un arco di tempo stabilito: “Detta sanzione (quella di 41.20 euro, ndr), trova la sua applicabilità qualora la sosta si estenda oltre il limite stabilito per conseguire l’ alternanza dei veicoli, ovvero quando ci si trovi in presenza di una violazione della disciplina della regolamentazione”. Nella zona di via Colonnello Costadura non è indicata alcuna limitazione per il parcheggio, ha ricordato il giudicie. E per questo il ricorso è stato accolto ed il verbale annullato. Si tratta infatti – ha detto il processo – di una inadempienza contrattuale e non di una violazione del codice della strada. Un’ ennesima riprova, dunque, che le multe che il Comune di Lecce continua a considerare legittime, non certo lo sono. Una posizione più volte ribadito dalla maggioranza del sindaco Paolo Perrone e sottolineata anche in questa fase dall’ assessorato al Traffico guidato da Luca Pasqualini. «Tiriamo dritto e andiamo avanti per la nostra strada», dicono dalla maggioranza. Nonostante le sentenze. Ma Palazzo Carafa sembra essere sordo e così a rinfrescare la memoria ci ha pensato il capogruppo del Partito Democratico Paolo Foresio che accusa l’ amministrazione di mantenere, sull’ argomento, una posizione arrogante: «Con la sentenza del giudice di pace che ha annullato la multa per grattino scaduto e ha condannato il Comune di Lecce anche al pagamento delle spese legali, forse, finalmente, arriviamo ad un punto di svolta in questo annoso braccio di ferro che ci vede contrapposti al governo cittadino – dichiara Foresio – L’ amministrazione comunale è sempre più isolata nella sua arrogante posizione in difesa a tutti i costi della multa da comminare per grattino scaduto, smentita, questa volta, anche in un’ aula di tribunale». Foresio ricorda che da tempo, l’ opposizione si è schierata al fianco dei cittadini insieme agli avvocati del Codacons, «scontrandoci costantemente con il muro di gomma eretto dalla giunta Perrone, che ora, oltre ad essere stata bocciata dalla sentenza del giudice di pace, si trova anche a dover risarcire chi fa ricorso. Per ora si tratta solo di circa 150 euro, ma quando i ricorsi fioccheranno a che cifre arriveremo?». Tanto più che oltre il danno c’ è anche la beffa, perché i «risarcimenti – fa notare Foresio – saranno utilizzati soldi pubblici, per intenderci soldi dei cittadini leccesi che potrebbero servire per riparare le buche o per pulire la città dalle erbacce, e tutto questo per colpa di questa giunta e di questo sindaco, che insiste a non voler modificare una norma iniqua e vessatoria, come, invece, dovrebbe fare subito. Per questo, siamo pronti anche a scrivere alla Corte dei Conti e a chiedere un’ azione di responsabilità perché non siano sempre i leccesi a pagare ma chi si è assunto la paternità di questa scellerata decisione».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this