Due sorelline e l’ incubo scuolabus «Per 4 minuti non arriva fino a casa»
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fonte:
- La Nazione
AL RITORNO la strada è percorribile dallo scuolabus. Ma non la mattina, all’ andata. È il paradosso che vive una famiglia di Tavarnelle che si vede costretta a far fare levatacce alle sue due bambine, una che frequenta al quinta elementare, una la scuola materna. «Il bussino non viene a prenderle alle fermata che è pochi passi dalla casa, mentre il pomeriggio le riporta tranquillamente», spiega il nonno delle bimbe, Piero Conti. Per gli stessi motivi, quattro anni fa Conti aveva avviato la sua personale guerra contro il Comune di Tavarnelle. In quattro anni niente è cambiato, tutto si ripete. «Per quello che dicono, è una questione di tempi, se venisse a prendere le bambine vicino a casa il percorso si allungherebbe di soli quattro minuti, costringono le mie nipotine ad andare nel punto di raccolta di Bonazza. Devono fare quasi un chilometro e mezzo che prima percorrevano a piedi e adesso con una piccola utilitaria di cui la famiglia è stata costretta a munirsi». A subire i disagi maggiori è la più piccola delle sorelline. «La più grande deve prendere lo scuolabus alle 7,43 in uno slargo lungo la strada. Visto che la piccola non può rimanere in casa da sola, la mamma la mette in macchina e con lei accompagna l’ altra. Quindi tornano a casa e aspettano di salire di nuovo alle 8,25 quando passa il pullmino della piccola. È uno strapazzo incredibile, per di più con il freddo di questi giorni». LA BEFFA, o meglio il paradosso, arriva nel pomeriggio. «Nel pomeriggio i pullmini scendono fino alla fermata nei pressi della casa. Non si capisce. Ci vogliono 4 minuti tra la fermata di Bonazza e quella vicina a casa. Per soli quattro minuti non si prende una bambina e si preferisce farla stare al freddo, dopo averla costretta ad alzarsi presto e ad averla fatta andare avanti e indietro in macchina». Conti, che minaccia di rivolgersi al Codacons e a tutte le altre istituzioni, chiede soltanto un po’ di buon senso. «Abbiamo chiesto agli altri genitori e nessuno ha avuto niente da obiettare sul fatto che il pullmino potesse posticipare il giro di quattro minuti per andare a prendere mia nipote. Non ci vuole un grande sforzo per trovare una soluzione che già c’ è». La questione è la fotocopia di quella di quattro anni fa, quando a subire era la nipote più grande. «Sindaco e assessori ci avevano promesso che avrebbero risolto la questione, ma evidentemente erano soltanto parole. Non hanno risolto un bel niente e siamo dove prima. Per questo adesso faremo sentire per davvero la nostra voce. Il Comune ha sottoscritto un contratto per il trasporto scolastico e lo deve rispettare». Andrea Settefonti.
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