18 Marzo 2013

Due euro di pensione a marzo, presa d’ assalto la sede Inpdap

Due euro di pensione a marzo, presa d’ assalto la sede Inpdap

VITERBO – Hanno ricevuto, senza preavviso, due euro di pensione per il mese di marzo, per questo motivo questa mattina decine e decine di ex dipendenti Inps hanno preso d’ assalto la sede in viale Raniero Capocci per avere spiegazioni. Ex militari, carabinieri, insegnanti sono ancora in attesa di capirci qualcosa. E non solo su questo accredito a dir poco ridicolo (due euro), ma anche se gli consegneranno o meno il cud e, ancora, una volta ricevuto, se portato al Caf dovranno pagare o no. Tra i tanti dubbi, il notevole afflusso di stamani non rende certo facile ottenere spiegazioni. “Sono qui da prima che aprisse l’ ufficio – spiega un pensionato -, dalle 8,30 per la precisione, sotto la pioggia e al freddo, ma esigo un chiarimento. Oltre a tutte le spese, ho una moglie invalida al cento per cento e i soldi della pensione mi servono anche con una certa urgenza”. “L’ anno scorso – tuona un altro, ex carabiniere in pensione da due anni – ci avevano inviato una lettera di preavviso che ci informava che le trattenute sarebbero state divise in tre mesi e che comunque ci garantiva lo stipendio minimo, ovvero il doppio della pensione minima (circa novecento euro, ndr). Stavolta niente, nessun avviso, e abbiamo trovato questa cifra, due euro. Io ho un mutuo sulla casa di mille euro da versare ogni mese e due figlie, di cui una all’ università a Roma, come pensano che possa tirare a campare? La mia fortuna, se così’ si può dire, è che sono in pensione da poco e quindi ho ancora qualche risparmio da parte della liquidazione, ma gli altri? Come pensano che possano tirare a campare?”. “La risposta che riceveremo – dice un altro signore, anche lui in fila da ore -sarà sicuramente questa: ‘Recupererete i soldi con il 730′. Ed è la stessa risposta che mi ha dato per telefono un operatore del numero verde che ha aggiunto che quando andrò dal commercialista per il 730 lui vedrà se sono stati commessi errori. Ma che può saperne il commercialista? Ci stanno solo prendendo in giro”. “Il punto – continua – è che siamo quasi tutte persone monoreddito, gente che, come me, ha lavorato sodo per quarant’ anni e che non si merita questo trattamento, per di più a sorpresa. Chiameremo il Codacons, abbiamo bisogno di qualcuno che ci supporti, non possiamo andare avanti così”.

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