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11 Maggio 2006

Due donne muoiono in sala operatoria

Una dopo l`anestesia, l`altra per una ciste
Due donne muoiono in sala operatoria

ROMA – E` morta dopo una operazione di bendaggio intestinale, uno dei più comuni interventi per cercare di ridurre l`obesità. Adesso la famiglia di Melita Laurenti chiede che venga fatta chiarezza sulle eventuali responsabilità e ha presentato una denuncia. Melita Laurenti, quarant`anni in questi giorni, titolare a Boccasette (Rovigo) del ristorante “Da Melita“, si era rivolta alla chirurgia per ridurre i 130 chili accumulati tra il bancone e la cucina. Con il sostegno di tutta la famiglia, marito e due figli, all`inizio della settimana è entrata per un bendaggio intestinale all`ospedale San Luca di Trecenta (Rovigo). Si era messa in lista per un`operazione che avrebbe dovuto durare relativamente poco e alle 8,30 di lunedì scorso, la signora Laurenti è entrata in sala operatoria, da dove – mentre i familiari all`esterno erano sempre più preoccupati – è uscita soltanto attorno alle 17, per essere trasportata d`urgenza in elicottero all`ospedale di Padova, dove è morta nel corso della notte. Per sapere cosa davvero cosa sia successo, al di là delle voci di corridoio raccolte dal marito e dai parenti in attesa, sarà necessario un accertamento autoptico. Il legale della famiglia Laurenti, l`avv. Roberta Garbi, ha avanzato una istanza in questo senso parallelamente alla denuncia presentata l`altro ieri alla Procura di Padova. Tra i reati ipotizzati nell`esposto, l`omicidio colposo. Un altro caso di malasanità nell`Agrigentino. La procura di Sciacca ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone, fra medici e infermieri, dell`ospedale di Ribera per la morte di una donna di 35 anni, Stefana Di Mora, sposata e madre di un bambino che era stata ricoverata per un intervento di rimozione di una cisti al braccio. L`inchiesta è coordinata dal procuratore Bernardo Petralia. Gli avvisi di garanzia sono stati emessi per consentire agli indagati di nominare consulenti che possono prendere parte all`autopsia che si svolgerà oggi nella camera mortuaria del cimitero di Sciacca. “L`ennesimo caso di malasanità in Sicilia, con la morte di una donna ad Agrigento, ricoverata per asportare una banalissima cisti, è la goccia che fa traboccare il vaso e che getta ombre inquietanti sulla sanità“. Lo afferma il segretario nazionale Codacons Francesco Tanasi. “Chiediamo a tutte le procure della repubblica siciliane – aggiunge – di unificare tutte le inchieste in corso sui casi di malasanità in regione, per capire se c`è un filo conduttore comune che lega i casi di morti ingiustificate in ospedale, eccessivamente numerose nell`ultimo anno“.

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